Family Romance

Nel 1990, i Pooh si imponevano al Festival di Sanremo cantando Uomini soli, una preghiera laica, una fotografia del mondo di allora, non ancora invaso dall’evoluzione o forse rivoluzione della tecnologia e dell’informatica. L’uomo di allora era già immerso in una vita frenetica dove lo spazio per noi stessi ed i rapporti interpersonali, quelli veri, erano pressoché azzerati. Nella nostra agenda c’era posto per impegni, il lavoro, la routine quotidiana, le scadenze e piccoli gesti che portavano via gran parte del tempo. Riascoltando la canzone, la domanda che dobbiamo porre a noi stessi è in che direzione sta andando la nostra vita, se siamo capaci di controllarla, di gestirla, di non lasciarci travolgere.
A distanza di quasi 30 anni, il Bologna Film Festival ci ha presentato un’opera straordinariamente importante in tal senso. La tematica è sempre la stessa, anche se trattata da un altro punto di vista, quello odierno. Il regista pluripremiato Werner Herzog, è giunto nel capoluogo emiliano per presentare Family romance, realizzato grazie al contributo di André Singer. Il film ha aperto un interessante dibattito tra pubblico e critici accorsi all’Hera Theatre per assistere all’anteprima nazionale di ieri.

Meeting Gorbaciov

Family romance racconta l’inquietante vicenda di un uomo, contattato in Giappone per impersonare il padre di una bambina dodicenne. Una trama forte, volta a toccare lo strano divario che oggi divide la finzione dalla realtà, i social network, le fake news. Un’opera che la critica ha già definito sperimentale, con commenti fuori campo e scene recitate. L’idea di realizzare un film del genere, è nata dall’esperienza di sua moglie, che recatasi al MIT (Masachusset Institute of Technology) per assistere a una dimostrazione, è rimasta impressionata dall’intelligenza artificiale dei robot, ormai capaci di interagire con l’uomo, di scambiare emozioni e comprenderne i suoi sguardi.
Con l’occasione, il regista ha anche presentato un’altra opera a cui teneva moltissimo. Con Meeting Gorbaciov, Herzog rende omaggio al trentennale dalla caduta del muro di Berlino e al suo personale viaggio lungo la Germania fatto a piedi nel 1989 e nel ‘90. Nessun amico a fargli compagnia, solo il sostegno morale e psicologico di uno stimato politico nonché grande camminatore, il russo Mikhail Gorbaciov, che era a conoscenza dei propositi del regista.
Un lavoro faticoso e difficile: Mikhail non voleva parlare della politica di oggi perché considerata effimera e disgustosa, piuttosto di storia, di progetti purtroppo non pienamente riusciti e di quei connazionali che oggi parlano di lui definendolo un traditore.

Werner Herzog

Le immagini sullo schermo ci mostrano un uomo stanco e rassegnato, costretto ad entrare e uscire spesso dall’ospedale a causa delle pessime condizioni di salute. Il lato umano del suo carattere, resta di gran lunga il centro di una vera biografia. L’ex presidente dell’Unione Sovietica, ammette di non essere mai riuscito a superare pienamente la perdita di sua moglie, la filosofa Raisa Maksinovna Gorbaciov, deceduta tragicamente nel 1999 a causa di una leucemia.
In Russia il film è stato accolto con grande successo e questo fa ben sperare al regista tedesco un possibile cambiamento di opinione riguardo alla figura di Gorbaciov.
Family romance e Meeting Gorbciov saranno distribuiti da I Wonder Pictures Unipol Biografilm il prossimo autunno, in occasione dell’anniversario della caduta del muro di Berlino.

Eugenio Bonardi

Commenti

commenti