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WineSummer Hits #18 – INAMA, I PALCHI FOSCARINO GRANDE CUVÉE SOAVE CLASSICO DOC

Diciottesimo appuntamento della rubrica quotidiana WineSummerHits con i suggerimenti de Il Profumo Della Dolce Vita sulla scelta della bottiglia di vino che ci farà compagnia in questa stagione estiva.

Siamo in Veneto, tra le provincie di Verona e Vicenza, in due territori vicini ma molto diversi: il Soave Classico regno di vini bianchi antichi e minerali, e i Colli Berici, selvaggia dimora dei vini rossi.

Ed è proprio su queste colline che la famiglia Imana produce vino da oltre cinquant’anni. Arrivati alla terza generazione con un ben chiaro progetto di vita (e di vite):  produrre dei vini non omologati, di carattere e che rispecchino il loro territorio di origine, elemento determinate delle caratteristiche del vino.

Una storia semplice ma per nulla banale, fatta di alcune importanti date da ricordare. Tutto ha inizio con Giuseppe Inama che nel 1948 inizia a lavorare come enologo.  Nel 1965 l’acquisto del suo primo vigneto sul Monte Foscarino nel Soave Classico. Nel 1991 ecco la seconda generazione con suo figlio Stefano che, appena entrato in azienda, ha subito l’idea di far conoscere il territorio classico del Soave, non grazie alla Garganega, ma iniziando a produrre un Sauvignon “Fumé” su suoli vulcanici affinato in legni molto tostati.

Già da subito l’azienda ha in mente il suo obiettivo e per raggiungerlo punta a rimanere al di sopra delle mode o degli stili del momento, rispettando quella terra che dà l’impronta al vino, e mai il contrario.

La produzione classica di Soave arriva in un secondo momento. Nel 1996 è la volta del primo vigneto sui Colli Berici, e qui si concentrano sul Carménère, questa particolarissima varietà di origine dalmata, che si sviluppa prevalentemente nella Francia sudoccidentale ed in particolar modo nell’area di Bordeaux. Confusa per anni per un clone di Cabernet Franc, si credette che a causa della fillossera fosse scomparsa, mentre alcuni studi di diversi professori in materia, tra i quali Antonio Calò, Attilio Scienza, Carmine Liuni, ne certificarono il ritrovamento proprio su questi colli vicentini, diventati con gli anni la sua patria d’elezione. Proprio qui nel 2009 Inama produce la primissima bottiglia della denominazione Colli Berici Carménère Riserva DOC.

Nel 2010 Matteo affianca il padre Stefano nella conduzione dell’azienda, poi nel 2017 tocca a Alessio e Luca Inama muovere i primi passi in cantina. I tre giovani partendo dal lavoro del nonno e del padre introducono miglioramenti in tutte le fasi produttive, incluso il lavoro in vigna. Una solida base di competenze, non solo tecniche, ha permesso ai tre fratelli di sviluppare anche una forte sensibilità agli equilibri naturali. “Negli ultimi dieci anni è stata adottata una viticoltura di precisione. – ci spiegano i tre fratelli Inama – Ogni vigneto è stato micro-parcellizzato, analizzato nelle composizioni del sottosuolo e nel comportamento delle viti, per identificare diverse aree di lavorazione al fine di ottenere uve estremamente espressive in ogni punto di ciascun vigneto.”

La terza generazione della famiglia Inama – Matteo, Alessio e Luca

Sessanta ettari vitati totalmente “sostenibili”, un’agricoltura che ha fatto molto volentieri a meno di diserbanti e concimazione chimica, quest’ultima sostituita da compost organico in autoproduzione, e che utilizza le tecniche del  sovescio. In vigna, inoltre, è stato scelto un particolare sistema di potatura che ha consentito di mantenere in salute le piante più vecchie, risalenti agli anni sessanta. Anche in cantina si cerca sempre di preservare la massima qualità possibile delle uve, ogni singola partita riceve un differente approccio alla vinificazione al fine di valorizzare quella specifica micro-parcella.

Proprio da tutte queste idee arriva il loro ultimo nato, il protagonista di giornata I Palchi Foscarino Grande Cuvée. Un vino che lancia una vera sfida, ovvero ridefinire le caratteristiche del Soave Classico, esprimendo al meglio l’unicità di ogni singolo pezzettino di questo territorio dalla natura vulcanica, attraverso una forte personalità, dove un grande terroir ha la meglio sulle note varietali delle singole uve.

I PALCHI FOSCARINO GRANDE CUVÉE SOAVE CLASSICO DOC

“I Palchi” del Monte Foscarino è un’espressione geografica usata per indicare una serie di ampi terrazzamenti su cui allignano vecchie pergole di Garganega. Ad un’altitudine di 200 metri s.l.m., 2 ettari e mezzo con un’esposizione ottimale (Sud-Ovest) che abbinata alla grande cura della famiglia Imana nella sua conduzione, all’età delle piante (oltre 50 anni), all’alta densità di impianto ed una bassa resa per ettaro, permette di produrre delle uve sanissime, eccellenti e che raggiungono una maturazione ideale. La vendemmia manuale, dell’unica annata ad oggi in produzione, la 2019, è durata un mese, dal 25 Settembre al 27 Ottobre. Le uve dopo la diraspatura subiscono una macerazione pellicolare in pressa di circa 8 ore; solo il mosto fiore, dopo una decantazione statica di 24 ore, viene travasato in barrique di primo e secondo passaggio (per il 60%) e in botte grande (per il 40%), dove porta a termine la fermentazione alcolica. Sei mesi di maturazione sulle fecce fini con batonnage periodici, poi assemblaggio delle diverse componenti in acciaio (con permanenza di circa 5 mesi) ed imbottigliamento a fine novembre; ulteriori 6 mesi di riposo delle circa 6.000 bottiglie prima dell’immissione sul mercato. Disponibile solo in ristoranti ed enoteche selezionate.

Nelle note del produttore tutta la grazia di questo vino: “Una sensazione di superiore eleganza è la nota distintiva di questo vino. La grande purezza del frutto esprime le caratteristiche tipiche del Soave Classico: un frutto nobile che svela già al naso una complessità aromatica rara. Il palato è un susseguirsi di sensazioni fresche e sapide, in cui si distinguono fiori bianchi e note di cedro con sensazioni di pietra focaia.”

Etichetta de I Palchi del designer Matteo Morelli e dettaglio tratto dalla rivista londinese Universal Magazine of Knowledge and Pleasure del 1764

L’etichetta riporta uno studio scientifico dell’eclissi di luna, un evento piuttosto raro ma visibile ad occhio nudo, il cui disegno è tratto da un’incisione dalla rivista londinese Universal Magazine of Knowledge and Pleasure del 1764, un mensile di arte e scienza che voleva essere sia istruttivo che di intrattenimento per nobili, mercanti, contadini e uomini d’affari. L’immagine, realizzata del designer Matteo Morelli, rappresenta la ricerca della conoscenza, lo spirito di ricerca e comprensione dell’Universo che ci circonda.

Per gustarlo al meglio servire ad un temperatura di 10° – 12°C. Si consiglia di berlo in un calice per vini bianchi di media apertura, ideali per vini mediamente strutturati. Vino già pronto. Tra 2/3 anni darà il meglio di sé. Tranquillamente si può lasciare in cantina ad evolvere nei prossimi 10 anni.

INAMA.WINE
Crediti Fotografici Soc. agricola eredi di Inama Giuseppe s.s.
"Milanese d’adozione con radici napoletane, Wine Writer e Sommelier, crea il suo “Keep in Wine” per necessità di “rimanere in contatto” con l’eno-mondo condividendone ogni nuova e straordinaria esperienza e per permettere a chi lo legge di essere sempre aggiornato sugli eventi in programma e su quelli avvenuti, affascinando i lettori con racconti, aneddoti, curiosità e retroscena prendendosi anche la libertà di esprimere le sue preferenze, perché il bello del vino (e non solo), come sostiene Antonio, è che non c’è mai un giusto o sbagliato, buono e cattivo, ma solo tanto personalissimo gusto! Nella vita si occupa di altro, forse con la stessa enfasi ma di certo non con la vocazione che ritrova davanti ad un buon bicchiere di vino. Tolta la cravatta del matematico e consulente, blocco alla mano e reflex al collo, non perde occasione per annotare storie, percezioni e sapori oltre che immortalare volti, dettagli e colori che ogni sorso gli trasmette. Iscritto all’albo ASA – Associazione Stampa Agroalimentare Italiana, gruppo di specializzazione dei giornalisti di settore, collabora con diversi Magazine enogastronomici. Giudice nelle commissioni d’assaggio di Concorsi Enologici."