ARTE ANTEPRIME FILM CINE&TURISMO CINEMA INTERVISTE LIBERAMENTE LIBRI LO SAPEVATE CHE... MODA E TENDENZE MUSICA NEWS RECENSIONI FILM RECENSIONI SR E JR RUBRICHE TEATRO TV
Caricamento in corso

Arriva il “compitino” di Leonardo Pieraccioni sull’Intelligenza Artificiale

Arriva il “compitino” di Leonardo Pieraccioni sull’Intelligenza Artificiale

Condividi questo articolo:

Sono passati più di trent’anni dal suo esordio al cinema con “I laureati” campione d’incassi nel 1995.

Nel frattempo, il mondo è cambiato profondamente, ed oggi – ne parlano tutti, è vero – siamo entrati nell’era dell’Intelligenza Artificiale. Così Leonardo Pieraccioni ha deciso di buttarsi anima e corpo in una nuova avventura cinematografica, la sua sedicesima regia, per raccontare con un “Weekend artificiale” – dal 12 novembre nelle sale italiane – cosa sia davvero questa innovazione tecnologica destinata a cambiarci la vita.

Ovviamente lo fa alla sua maniera, raccontando la storia di Leonardo, un parrucchiere fiorentino che vanta una clientela fatta per lo più di anziane signore un po’ pettegole. Tutto cambia quando viene invitato insieme ad altri sei sconosciuti in una villa da sogno per partecipare ad un esperimento senza precedenti: scoprire chi tra di loro è un umanoide creato con l’intelligenza artificiale.  Da qui parte un incasinatissimo weekend di sospetti e qualche colpo di scena, anche se alla fine saranno i sentimenti e “la vita vera” a prevalere sul mondo artificiale.

“Avevo voglia di provare a vedere dove siamo arrivati con questa intelligenza artificiale e raccontare questa favola – ha raccontato ai giornalisti nella sua presentazione al cinema Adriano di Roma –  Non si parla di uno scenario vicino, ma di qualcosa che ormai è accaduto: oggi tutti facciamo uso dell’AI. Il mio babbo a 10 anni mi regalò l’enciclopedia, adesso l’intelligenza artificiale è un’enciclopedia mondiale rapidissima, eccezionale. Resto però convinto che ci siano tante cose che invidi a noi umani”.

Il “cosa” lo racconta nel film, dove l’umanoide è rappresentato da Giulia Vecchio, attrice salentina verace e in forte ascesa, grazie soprattutto alle sue imitazioni/caricature (da Iva Zanicchi ad Emma Marrone fino a Milly Carlucci nel programma della Gialappa’s).

Pieraccioni dirige il suo “compitino” rivelandoci che l’intelligenza artificiale non possiede “il guizzo”, l’inventiva e la genialità riservati all’uomo. Insomma, non potrà mai scrivere “My Way” perché le manca “la scintilla”, l’estro creativo che appartiene al genere umano. Per far questo arruola tanti amici e attori come Tosca D’Aquino, Paolo Hendel, il grande Massimo Ceccherini e li fa ritrovare insieme dopo trent’anni dal “Ciclone”.

Ecco, in questa sedicesima regia a Pieraccioni manca proprio il guizzo, l’estro, la fantasia di quel giovane Leonardo che fu in grado di raccontare con ironia una generazione che non aveva paura del millennium bug  alle porte ma che adesso è completamente immersa, persa, in un mondo digitale, che spesso è solo artificiale.

Potrebbe interessarti