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Festa del cinema di Roma 2026, tutti i premi e il verdetto del pubblico: un edizione da 120.000 presenze.

Festa del cinema di Roma 2026, tutti i premi e il verdetto del pubblico: un edizione da 120.000 presenze.

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La Festa del Cinema di Roma 2026 si chiude con un bilancio importante, fatto di riconoscimenti internazionali, nuove scoperte e una partecipazione del pubblico che conferma l’interesse per il grande schermo. La ventunesima edizione, in programma dal 13 al 25 ottobre, ha registrato 119.788 presenze complessive, con 82.238 biglietti emessi, 527 proiezioni e 194 film provenienti da 55 Paesi (dati comunicati dal festival).

Numeri che restituiscono l’immagine di una manifestazione capace di mettere in dialogo cinematografie diverse e di dare spazio tanto agli autori affermati quanto ai nuovi talenti. La cerimonia conclusiva dei premi principali si è svolta sabato 24 ottobre, nella Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone.

Il miglior film è I See Buildings Fall Like Lightning

Il riconoscimento più importante della Festa è andato a I See Buildings Fall Like Lightning, diretto dalla britannica Clio Barnard. Il film si è aggiudicato il premio per il miglior film nel Concorso Progressive Cinema, imponendosi in una selezione internazionale che ha valorizzato storie, linguaggi e sensibilità differenti.

Un risultato significativo per Barnard, che conferma l’attenzione della manifestazione verso un cinema d’autore capace di raccontare la realtà contemporanea senza rinunciare alla ricerca artistica.

Il Gran Premio della Giuria è stato assegnato a The Life and Deaths of Wilson Shedd, diretto da Tim Blake Nelson, mentre il premio per la migliore regia è andato a Rafiki Fariala per Congo Boy, film che ex equo con Mustang di Kasia Smutniak hanno vinto il premio Terna.

Per la sceneggiatura sono stati premiati Abia Castillo, Diego Rabasa e Diego Luna per Ceniza en la boca (Ashes). Il riconoscimento come miglior attrice è stato assegnato a Victoria Luengo per Sants.

Particolarmente combattuta la categoria maschile, che ha visto un ex aequo: Anthony Boyle per I See Buildings Fall Like Lightning e Paolo Pierobon per Brianza. Il Premio speciale della Giuria è stato invece conferito alla famiglia Al Mawla per Yesterday the Eye Didn’t Sleep.

La giuria è stata presieduta dal regista e sceneggiatore polacco Jan Komasa, affiancato da Alice Braga, Saja Kilani, Carlos Marques-Marcet e Alessio Rigo de Righi.

La Festa ha riservato un’attenzione particolare anche alle opere prime e al cinema documentario, due ambiti fondamentali per individuare nuove voci e prospettive.

Il premio per la Miglior Opera Prima Poste Italiane è stato assegnato a Clementine Orange di Lisa Forslund, presentato nella sezione Freestyle. La menzione speciale è andata a El tren fluvial (The River Train) di Lorenzo Ferro e Lucas A. Vignale.

Per il miglior documentario è stato premiato Dans la gueule de l’ogre (Into the Jaws of the Ogre) di Mahsa Karampour, presentato nelle Special Screenings. La menzione speciale è stata attribuita a Un hiver russe (A Russian Winter) di Patric Chiha.

Nel corso della manifestazione sono stati assegnati anche importanti riconoscimenti a personalità che hanno lasciato un segno nel cinema e nella cultura internazionale.

  • Industry Lifetime Achievement Award: Tessa Ross.
  • Premio alla Carriera: Javier Bardem.
  • Premio alla Carriera: Julianne Moore.
  • Premio Progressive alla Carriera: Anthony Ippolito.
  • Banca Ifis Music Award: Nicola Piovani.
  • Premio Gillo Pontecorvo: Emmanuel Marre per Notre salut.

Tra questi riconoscimenti, il premio a Nicola Piovani assume un significato particolare per il rapporto tra musica e cinema, mentre quelli attribuiti a Javier Bardem e Julianne Moore celebrano due interpreti di primo piano del panorama internazionale.

Accanto alla Festa, anche la ventiquattresima edizione di Alice nella Città ha proposto un proprio palmarès, con particolare attenzione alle nuove generazioni, ai giovani autori e al cinema rivolto ai ragazzi.

Nel Concorso Internazionale il premio per il miglior film è andato a Everytime di Sandra Wollner, scelto da una giuria composta da 35 ragazzi tra i 16 e i 19 anni. Una menzione speciale è stata assegnata a We Are Aliens di Kohei Kadowaki.

Per Panorama Italia, il Premio Raffaella Fioretta al miglior film è stato assegnato a Senza chiedere permesso, esordio alla regia di Giacomo Mazzariol. La menzione speciale per la migliore attrice è andata a Elena Funari per È un mondo difficile di Federico Mottica, mentre quella per la migliore regia è stata assegnata a Pierluca Di Pasquale per Le ragazzine stanno perdendo il controllo. La società le teme. La fine è azzurra. Il pubblico di Panorama Italia ha scelto invece Figli perduti di Lorenzo Maria Chierici.

Gli altri riconoscimenti di Alice nella Città comprendono:

  • Premio U.N.I.T.A. Under 35: Matteo Oscar Giuggioli per Figli perduti.
  • Menzione speciale U.N.I.T.A. Under 35: Nicole Bellisario per Senza chiedere permesso.
  • Premio RB Casting al miglior giovane interprete italiano: Francesco Castellaneta per È un mondo difficile.
  • Menzione speciale RB Casting: all’intero cast di È un mondo difficile.

Anche i cortometraggi hanno trovato spazio nel palmarès. Laser-Gato di Lucas Acher ha vinto il premio per il miglior cortometraggio del Concorso Internazionale, mentre Hundred Thieves di Giada Bossi si è aggiudicato il Premio Onde Corte – Panorama Italia.

Il Premio Onde Corte Academy è andato a Mara di Irene Z’graggen; il Premio Premiere Film a Scogli di Michela Balzarotti; il Premio Speciale Film Impresa Under 35 a Uno è un bastone di Giada Cicchetti e Agnese Rizzari. Il Premio Rai Cinema Channel è stato assegnato a Latte di Filippo Marasco.

Infine, Usciamo? di Edoardo Natoli ha conquistato sia il Premio del Pubblico Onde Corte sia il Premio Speciale UniCredit. Il Premio Notorious Project per il miglior concept di lungometraggio è andato a Habitat di Arturo Caciotti e Rumore di Dorotea Ciani, Lorenzo Lamberti e Vera Miniero.

Il doppio riconoscimento a Congo Boy, il successo di I See Buildings Fall Like Lightning e la ricchezza del palmarès di Alice nella Città mostrano tre aspetti complementari della manifestazione: la forza del cinema d’autore, il valore del giudizio del pubblico e l’importanza di investire sui talenti emergenti.

La vera sfida, adesso, sarà capire quali di queste opere riusciranno a proseguire il proprio percorso oltre il festival, raggiungendo un pubblico ancora più ampio attraverso la distribuzione nelle sale e le successive finestre di visione, perché il successo di una manifestazione cinematografica non si misura soltanto con i premi assegnati o con le presenze registrate, ma anche dalla capacità di lasciare qualcosa agli spettatori e di accompagnare i film verso una vita che continui dopo la chiusura della rassegna.

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