Buen Camino: il nuovo film della coppia Zalone – Nunziante diverte ma non convince
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Esce oggi, il il giorno di Natale, in mille copie dopo cinque anni dall’ultimo film, Buen Camino, la sesta fatica della coppia Zalone – Nunziante. Un film di genere familiare a sfondo spirituale che l’attore barese interpreta sulla falsariga dei cinque che lo hanno preceduto, ma con qualcosa in più: la figura di un padre pseudo miliardario sperperatore che vive alle spalle del padre impresario in punto di morte e del quale sfacciatamente si disinteressa. Una vita nel lusso, nel menefreghismo e nell’egoismo che lo porta ad abbandonare gli affetti familiari fino a quando “ scompare “ la figlia che ha avuto in prime nozze da una moglie dalla quale si è separato e che vive con un eclettico intellettuale arabo che parla in maniera tecnocratica e sul cui modo di parlare Zalone innesta una serie delle sue ormai conosciutissime gags.
Ambientato parte i Sardegna e parte a Roma oltre che lungo uno dei cammini che portano a Santiago de Compostela il film evidenzia, in contrapposizione tra loro, lo sfoggio continuo della ricchezza non sua ed il ritorno alla figura di padre di un Checco che, a bordo di una Ferrari super lussuosa segue la figlia Cristal lungo tutto il percorso per recuperarla alla sua figura di padre e per dimostrare alla ex moglie che lui non è soltanto lo spaccone abitato a feste ed alle megaville ma che sa anche “ essere padre “.
Checco, conscio della necessità di recuperare la figlia nell’interesse suo e della stessa, abbandona la Ferrari, indossa lo zaino e si incammina con lei ( a volte anche contro il volere della ragazza ) lungo gli ottocento chilometri da percorrere per accompagnarla a Santiago; inutile dire che il tutto è condito dalle battute acidule ed agrodolci di Checco che parte forte in questa sesta pellicola ma che con lo scorrere delle sequenze si trasforma inevitabilmente nel Checco di sempre anche se all’interno di una trama più interessante delle altre.
Al termine del viaggio il miracolo: Checco ritrova l’amore della figlia, guarisce dalla prostata infiammata che caratterizza parte del viaggio e dalle vesciche sotto i piedi ma, soprattutto, capisce che la vita da riccastro “ burino “ che ha fino ad allora condotto non può più essere la sola; il padre moribondo guarisce e tutto finisce a tarallucci e vino, compresa una delusione di Checco verso una compagna di viaggio della quale si innamora e che si rivelerà essere una suora.
Tra le caratteristiche positive di questa pellicola vanno evidenziate le prestazioni dei protagonisti, oltre a Zalone: Letizia Arnò nei panni di Cristal, una ragazza dagli occhi scuri e dal sorriso pulito, Beatriz Arjona la suora che si rivela tale proprio all’ultimo e la splendida Martina Colombari la ex moglie di Checco.
Molto apprezzabile il videoclip che chiude il film dal titolo: “ La prostata inflamada “ caratterizzato da un testo cantato in spagnolo molto maccheronico ma dal tono ironico e molto accattivante.
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