Massimiliano Gallo è “Malinconico. Moderatamente felice” al Teatro Celebrazioni di Bologna
Condividi questo articolo:
Massimiliano Gallo dà corpo e voce a un personaggio che ha saputo conquistare il cuore di lettori e spettatori: Vincenzo Malinconico. L’avvocato d’insuccesso dalla carriera scombinata e dalla vita sentimentale precaria approda al Teatro Celebrazioni di Bologna.
Lo spettacolo, dal titolo “Malinconico. Moderatamente felice”, sarà in scena venerdì 6, sabato 7 e domenica 8 febbraio (feriali ore 21.00, domenica ore 17.30).
Massimiliano Gallo, Malinconico Moderatamente
Massimiliano Gallo incarna con un’ironia radicata nella tradizione napoletana l’attitudine filosofica e fieramente autodidatta di Vincenzo Malinconico, il personaggio nato dalla penna di Diego De Silva. Il suo Malinconico è un uomo sospeso tra l’essere adulto e infantile, disorientato dalle difficoltà del vivere e dai ruoli imposti dalla società. La sua forza risiede proprio in quel senso del ridicolo che gli permette di affrontare il proprio caos interiore e la confusione del mondo esterno.
«Quello di Vincenzo Malinconico – dice Gallo – è un progetto a cui sono particolarmente legato e che ho voluto fortemente. Malinconico l’ho amato, ascoltato; ci siamo fidati l’uno dell’altro, e finalmente l’ho indossato e vissuto. È dunque un passaggio naturale portarlo in scena, grazie alla penna sopraffina di Diego De Silva e al mio senso dello spettacolo, dandogli corpo e anima. Ora c’è da cucirgli un abito in cui stia comodo. Una scena funzionale, un amico immaginario e cinque attori che gli faranno compagnia. In video, gli interventi dei suoi amici, dei suoi amori, del suo complicatissimo mondo. Sarà una regia amorevole, la mia, sperando di farvi conoscere Vincenzo per come io lo conosco».
Sceneggiato da Diego De Silva e dallo stesso Massimiliano Gallo, Vincenzo Malinconico è l’antieroe per eccellenza, un filosofo del quotidiano capace di trasformare le proprie fragilità in riflessioni argute e irresistibili. Lo spettatore ama identificarsi in lui e nella sua vita scombinata proprio perché, nei suoi inciampi e nelle sue complicazioni, scopriamo quanto ci somigli: è molto più facile specchiarsi in un uomo imprevedibile che in un vincente. Massimiliano Gallo, qui anche in veste di regista, si conferma un interprete raro, capace di assimilare e restituire l’essenza più intima e profonda dell’anima letteraria di Malinconico.
“Malinconico. Moderatamente felice” la trama
La narrazione si sviluppa lungo tre dimensioni tematiche – professione, sentimenti e famiglia – intese come gli ambiti d’elezione dell’esperienza umana. In questo spazio, lo spettacolo fonde letteratura e teatro in un’esperienza essenziale e profonda: al centro della scena, un personaggio scombinato e irrisolto ci regala una comicità graffiante, portandoci a ridere di lui per poi accorgerci, con sorpresa, che stiamo ridendo di noi stessi.
La forza di Malinconico risiede proprio nella causticità del palcoscenico, capace di trasformare il caos personale in uno specchio collettivo che diverte e, allo stesso tempo, scuote lo spettatore. Vincenzo si mette a nudo in un monologo intimo e confidenziale, trascinandoci nel suo inconfondibile “rimuginare”: un dialogo serrato con il pubblico che nasce dalla convinzione che la vera risata sia, prima di tutto, un atto d’intelligenza.
In fondo, non è mai semplice sentirsi all’altezza dei ruoli che la quotidianità ci impone, interpellandoci ora come professionisti, ora come genitori, amanti o amici. Sono le molteplici, complesse categorie del vivere in cui siamo costretti a reinventarci ogni giorno, sottoponendoci a una costante verifica del nostro stare al mondo.
Il Cast artistico e tecnico
Ad affiancare Gallo sul palco, un cast composto da Biagio Musella, Eleonora Russo, Diego D’Elia, Greta Esposito e Manuel Mazia.
Lo spettacolo si avvale delle scene di Luigi Ferrigno, dei costumi di Eleonora Rella e delle luci di Alessandro Di Giovanni. Le canzoni originali portano la firma di Joe Barbieri.
Malinconico. Moderatamente felice è una produzione Gianpiero Mirra e Daniela De Rosa per Diana Or.i.s.


