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PREMIAZIONE CANNES 2018: il MIGLIOR ATTORE è Marcello Fonte, protagonista di DOGMAN

Marcello Fonte Miglior Attore Cannes 2018

PREMIAZIONE CANNES 2018: il MIGLIOR ATTORE è Marcello Fonte, protagonista di DOGMAN. Accolto da un’ovazione, questa sera al Festival di Cannes è salito sul palco del Grand Auditorium Louis Lumière il nostro Roberto Benigni: colui che doveva essere il protagonista di DOGMAN ha consegnato il premio per il Miglior attore a… colui che lo è stato, Marcello Fonte. Che ha conquistato tutti con la sua schietta profondità, confessando che, da piccolo, si chiudeva in macchina per ascoltare il dolce rumore della pioggia. Gli evocava il suono festoso degli applausi. Quella sensazione, stasera,

divenuta realtà.

Il Presidente dell’ANICA, Francesco Rutelli, ha espresso grande soddisfazione per i risultati dei film italiani a Cannes: “Brillante affermazione del Cinema italiano a Cannes. I riconoscimenti a entrambi i film in concorso testimoniano della forza e vitalità delle capacità creative italiane. I premi come miglior attore a Marcello Forte per il film “Dogman” di Matteo Garrone e ad Alice Rohrwacher  per la sceneggiatura del suo film “Lazzaro felice” segnano anche il successo delle nostre imprese di produzione: RAI Cinema, per la produzione di entrambi i film vincitori, Tempesta di Carlo Cresto-Dina per “Lazzaro felice” e Archimede per “Dogman”. E per gli altri 2 premi alla qualità italiana, si affermano la professionalità della Cineteca di Bologna, che ha sostenuto “La strada dei Samouni” di Savona – miglior Documentario alla Quinzaine ed ennesima affermazione per il nostro cinema d’animazione – e dei produttori di Gianni Zanasi per “Troppa grazia” – Label d’Or alla Quinzaine. Spiccano assieme le capacità artistiche e le capacità produttive di una nuova stagione del nostro Cinema”.

Massimo Nardin è Dottore di ricerca in Scienze della comunicazione e organizzazioni complesse, docente universitario presso l'Università Lumsa di Roma e l'Università degli Studi Roma Tre, diplomato in Fotografia allo IED Istituto Europeo di Design di Roma, giornalista pubblicista, critico cinematografico, sceneggiatore e regista. È redattore capo della sezione Cinema della rivista on-line “Il profumo della dolce vita” e membro del comitato di redazione di “Cabiria. Studi di cinema - Ciemme nuova serie”, quadrimestrale del Cinit Cineforum Italiano edito da Le Mani (Recco, GE). È membro della Giuria di “Sorriso diverso”, premio di critica sociale della Mostra del Cinema di Venezia, e del Festival internazionale del film corto “Tulipani di seta nera”. Oltre a numerosi saggi e articoli sul cinema e le nuove tecnologie, ha pubblicato finora tre libri: “Evocare l'inatteso. Lo sguardo trasfigurante nel cinema di Andrej Tarkovskij” (ANCCI, Roma 2002 - Menzione speciale al “Premio Diego Fabbri 2003”), “Il cinema e le Muse. Dalla scrittura al digitale” (Aracne, Roma 2006) e “Il giuda digitale. Il cinema del futuro dalle ceneri del passato” (Carocci, Roma 2008). Ha scritto e diretto diversi cortometraggi ed è autore di due progetti originali per lungometraggio di finzione: “Transilvaniaburg” e “La bambina di Chernobyl”, quest'ultimo scritto assieme a Luca Caprara. “Transilvaniaburg” ha vinto il “Premio internazionale di sceneggiatura Salvatore Quasimodo” (2007) e nel 2010 è stato ammesso dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali al contributo per lo sviluppo di progetti di lungometraggio tratti da sceneggiature originali; nell'autunno 2020, il MiBACT ha ammesso “La bambina di Chernobyl” al contributo per la scrittura di opere cinematografiche di lungometraggio.