Vittorio Sgarbi primo piano. Ph. Gianluigi Cannella

Vittorio Sgarbi primo piano. Ph. Gianluigi Cannella

L’Arte si arricchisce di nuovi appuntamenti a Venezia con la mostra “Spoleto incontra Venezia”, inaugurata lo scorso 27 settembre a Palazzo Falier e a Palazzo Rota, dove, numerosi artisti emergenti espongono le proprie opere al fianco di grandi nomi dell’arte: il Maestro Josè Dalì, Dario Fo, Eugenio Carmi. La selezione di artisti, curata dal professor Vittorio Sgarbi, evidenzia la grande propensione italiana per l’espressione artistica in tutte le sue forme, dall’arte pittorica, alla scultura, alla fotografia, testimoniando l’esigenza artistica del nostro tempo: apparire, esserci, mostrarsi.

“Troppe sono le suggestioni e troppi sono gli artisti, per poter io scegliere quali siano gli artisti che possano rappresentare l’arte contemporanea. Ogni artista ha il diritto di esprimersi. Il giudizio di un solo uomo porterebbe all’eliminazione della maggior parte degli artisti in esposizione in quanto non aderenti alla sua soggettiva concezione di arte”, spiega Sgarbi e continua “Sono arrivato alla conclusione che non possiamo essere giudici ma osservatori dell’arte nostro tempo”.

Di tutt’altra portata la partecipazione alla mostra del Maestro Dalì che da sempre ha preferito mantenere un certo distacco dal mondo delle “celebrità”, forse proprio a causa del cognome che porta. A convincerlo a condividere con il mondo le sue creazioni, il professor Sgarbi che, a metà tra il cattedratico e l’uomo di spettacolo, ha continuato poi il suo intervento “giocando” con l’ormai amico Josè, riproponendo il dubbio sulla sua paternità e attribuendola piuttosto ad un imprecisato macellaio di Casal Pusterlengo…riprendendo l’indagine che al tempo della mostra spoletina (il 27 giugno), era stata affidata alla dolce e gentile Silvana Giacobini. Un gioco tra uomini che si stimano e si rispettano al punto da poter scherzare su una querelle inesistente.
La mostra, aperta al pubblico fino al 24 ottobre, ospita ben 12 opere del Maestro Josè Dalì, molte delle quali raffiguranti paesaggi veneziani, realizzati dal Maestro ben prima di conoscere la città di Casanova, altro affettuoso omaggio al papà Salvador, alla città che tanto amava, Venezia.

Rossella Smiraglia

Ph. Gianluigi Cannella

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