Carmen a Caracalla

Carmen a Caracalla: eroina o vittima? Di drammatica attualità la storia di ordinaria follia di un amore di distruzione, altra faccia della stessa medaglia di quella passione che trascina in un vortice di violenza alcuni uomini che cercano di gestire le proprie insicurezze, accanendosi su quelle donne che amano l’assoluta libertà del proprio io.
Lo spettacolo centra i temi dell’opera con una regia brillante, la bravura degli interpreti ed attraverso coreografie di ballo ancor più suggestive nella straordinaria cornice delle famose terme dell’antica Roma. L’ambientazione viene spostata geograficamente in Messico ai giorni nostri con tanto di riferimento al nuovo muro voluto dall’attuale presidente Americano Trump.
Con ciò dimostrando che l’eternità di un’opera d’arte prescinde dai limiti dello spazio e del tempo.

Malgrado la poca conoscenza del bel canto, il livello mi è sembrato eccelso soprattutto dal punto di vista artistico con una espressività teatrale molto efficace, attraverso la quale gli interpreti trasportano il pubblico accompagnandolo per mano all’interno della storia fino a coinvolgerlo a tal punto da trascinarlo attraverso un’esperienza cinematografica tridimensionale.

Non poteva essere altrimenti con la colonna sonora dell’Opera, sublimata da una direzione orchestrale rigorosa e nello stesso tempo libera e di ampio respiro artistico. Bella anche la scenografia, colorata e sapientemente mossa su carri tipo Carnevale di Viareggio.

Carmen, eroina o vittima? Forse entrambe le cose o nessuna…forse solo una donna innamorata dell’amore e della vita fino al punto di sacrificarla sfidando, in nome della libertà, colui che dice di amarla. E’ vero che tutti si debba prima o poi morire ma è altrettanto vero che in definitiva solo pochi vivono davvero.

Maurizio Sparano

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