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“ Un altro ferragosto “: splendido film di Paolo e Carlo Virzì che tornano a Ventotene dopo trent’anni

Anche l’isola di Ventotene, colma di storia di per se, si presenta oggi diversa da quella che ospitò il cast di “ Ferie d’agosto “ nel 1995 che descrisse l’isola e la gente, oltre che i turisti, alla maniera di allora e cioè semplice ma che comunque si avviava ad evolversi in un’Italia fatta di classe operaia ma anche di una classe di ricchi che, proprio perché Ventotene era lontana, la scelsero per il ferragosto di quell’anno.

E’ il tema del passare inesorabile del tempo che questo bel film ci racconta, un tempo che altrettanto inesorabilmente si è portato via alcuni degli attori di allora e che accentua la sottesa drammaticità della storia narrata la quale molto abilmente mixa il passare del tempo con la memoria del tempo e degli avvenimenti.

Nel confronto tra il vecchio film di allora e questo ne escono due fondamentali caratteristiche: due famiglie, una dagli atteggiamenti tragicomici e disperati ( la Mazzalupi ) e l’altra malinconica, triste ma ironica ( la Molino ) che sostanzialmente racconta la storia di quei trent’anni ai quali abbiamo accennato sopra e che nel frattempo si è riempita di valori politici strani, di migranti, degli omosessuali, dando vita ad abitudini diverse e per certi aspetti ancora non concepibili come il conflittuale rapporto tra un padre ed un figlio che, dolorosamente, continuano a non capirsi.

Se volessimo dare un significato al film dovremmo prendere atto che “ tutto è cambiato, tutto è uguale a prima: la stessa rabbia, le stesse illusioni di sempre “;  e proprio in questo sta la grandezza dei Virzì: nel descrivere la nostra Italia ormai in via di esaurimento ma con le speranze di allora che nel caso delle due famiglie intorno alle quali ruota la pellicola sono sostanzialmente le stesse di trent’anni fa ma ognuna con i propri problemi, i propri guai e, soprattutto, i propri rancori.

Incredibilmente bravi tutti gli interpreti, da Christian De Sica a Sabrina Ferilli, da Vinicio Marchioni ad Emanuela Fanelli, per non parlare di Laura Morante o dell’eccelso Silvio Orlando e di Rocco Papaleo che danno vita ad un vero e proprio viaggio nel tempo che passa ma con un’inaspettato sguardo al futuro.

E d’altra parte è possibile che proprio questi apparenti contrasti tra il prima ed il dopo, tra la apparente serenità di “ Ferie d’agosto “ e la descrizione di un’epoca nera quale è quella che stiamo vivendo che questo film riscuote il successo che indubbiamente si merita.

Non appare il caso di entrare nei dettagli delle singole scene, dei singoli atteggiamenti anche perché rovineremmo quella che non è una sorpresa: l’ascesa di un fenomeno politicamente rilevante ( la destra ) e la trasformazione della sinistra da operaia a classe di intellettuali.

Ma vorremmo che la politica non ci entrasse in questo bellissimo film che sarà in sala a partire dal prossimo 7 marzo.