Un figlio all’improvviso

Qualcuno si era ormai abituato a non visionare prodotti cinematografici francesi perché ritenuti lenti e noiosi. Oggi i transalpini ci hanno sempre più smentito grazie ad alcune commedie eccezionali che hanno influenzato tutto il mondo. Da Giu al nord, da cui è stato tratto un remake per raccontare il sud della nostra penisola, la Francia ha portato al successo altre storie molto eleganti come Due sotto il burqa e il più che premiato La famiglia Belier. E non è da meno Un figlio all’improvviso, una nuova commedia che potremo vedere in sala dal 20 settembre.

André e Laurence sono una coppia sposata, non hanno problemi economici e vivono una vita apparentemente serena e tranquilla. Un giorno, durante la spesa quotidiana al supermercato, un ragazzo bizzarro e sordo di nome Patrick si presenta, sostenendo di essere il loro figlio. I presunti genitori, si guardano in faccia e non sanno cosa pensare, anche perché Laurence, essendo sterile, non era in grado di dare alla luce un figlio. Chi è dunque Patrick? Realmente figlio loro o un delinquente? La storia ruota intorno a questo quesito, con situazioni imbarazzanti, divertenti e sicuramente anche paradossali e poco credibili. Tuttavia, il racconto diretto da Vincent Lobelle e l’attore Sebastien Thiery, che ha scritto la sceneggiatura, intende offrire spunti di riflessione anche sulla vita di coppia, che spesso sopravvive solo per convenzione. Se dalle prime sequenze André e Claire sembrano una coppia affiatata e unita, presto si arriva a comprendere che nascondono qualche scheletro nell’armadio. Per fare un esempio, André è appassionatissimo di Motogp. Le immagini delle gare che Claire ritiene fastidiose, sono un motivo per acquistare un secondo apparecchio televisivo nella loro stanza dove quasi tutte le sere, ognuno guarda ciò che vuole in cuffia.
Un figlio all’improvviso è tratto da un omonimo spettacolo teatrale, reso perfettamente sul grande schermo grazie alla bravura del cast. Christian Clavier e Catherine Prox danno vita a dei veri e propri duetti. Il momento in cui André confessa a sua moglie una breve scappatella con un’altra donna è memorabile. I due recitano con grande scioltezza, affrontandosi a viso aperto e ponendosi domande provocatorie. E per finire, come per Quasi amici e La famiglia Belier, non manca qualche spunto di riflessione sulla disabilità. Patrick, a cui forse è mancato l’affetto paterno e l’educazione, vive costantemente in conflitto con il suo presunto padre, che essendo di origine borghese, non approva il suo modo di vivere. Come accade spesso nei confronti della diversità, André tenta quindi di tutto pur di prendere le distanze dal ragazzo. Anche in questo caso, si contrappone l’atteggiamento della moglie, che essendo molto materna, coglie al volo l’occasione per trovare quel figlio che negli anni precedenti aveva tanto desiderato.
Questi i contenuti e le tematiche di Un figlio all’improvviso, commedia elegante, raffinata, ma soprattutto divertente.

Eugenio Bonardi

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