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Cinema, positivo il 2019, incassati oltre 635 milioni di euro. Rutelli: “Ancora poche le risorse per promuoverlo”

Francesco Rutelli, immagine dal web
Francesco Rutelli, immagine dal web

Cinema, positivo il 2019, incassati oltre 635 milioni di euro. Rutelli: “Ancora poche le risorse per promuoverlo”

di Giancarlo Salemi

Il 2019 è stato un anno positivo per il cinema in Italia. Nel 2019 al box office si sono incassati 635,45 milioni di euro con una crescita degli incassi del 14,35% rispetto al 2018 per un numero di presenze in sala pari a 97.586.858 (+13,55% sul 2018).

Sono alcuni dati Cinetel sull’andamento generale dell’anno, illustrati oggi all’Anica. In termini di incasso si tratta del quinto risultato sia dal 2010 (di pochissimo inferiore al 2015; -0,24%) che in assoluto, sempre in termini di incassi, dal 1995, anno di inizio delle attività di rilevazione da parte di Cinetel. In termini di presenze è invece il quinto dal 2010 e il nono dal 1995. E’ cresciuto rispetto allo scorso anno il box office della produzione italiana (incluse le co-produzioni) che nel 2019 ha registrato un incasso di 134,8 milioni (+5,39% dai 127,9 mln nel 2018) per una quota sul totale del 21,22% (nel 2018 era del 23,03%).

Il primo incasso assoluto del 2019 è stato registrato dal film ‘Il Re Leone’ per un box office di 37,5 milioni di euro mentre il migliore risultato al box office da produzioni e co-produzioni nazionali è stato registrato da ‘Il primo Natale’ (13,3mln; sesto posto).

Nel 2019 sono stati distribuiti in sala 495 nuovi film di prima programmazione (-34 rispetto al 2018) di cui 193 di produzione o co-produzione italiana (-18 rispetto al 2018). Oltre ai film di nuova uscita, sono stati distribuiti in sala anche 85 nuovi contenuti complementari (eventi, edizioni speciali, riedizioni; +7 rispetto al 2018). Aumenta, grazie al maggior numero di titoli con risultati superiori ai 4 milioni, l’incasso medio dei titoli italiani (611.858 euro, +22,01%).

Tutto bene, quindi? Non esattamente ed è stato il presidente di Anica, Francesco Rutelli, già sindaco di Roma a sottolineare un dato che la dice lunga sulle possibilità di crescita della nostra industria cinematografica. “La legge Franceschini destina al cinema circa 400 milioni di euro l’anno – ha detto ai giornalisti – sono una cifra buona, ma non se paragonata ad altre realtà. Perfino in Alabama e in Georgia gli investimenti sono doppi, oggi dobbiamo considerare la competizione con gli altri paesi e la complessità della filiera”.

“Si tratta di una legge innovativa sotto molti punti di vista ma dall’avvio lento, appesantita da decreti, autorizzazione e anche dalla fatica di monitorare ciò che è stato effettivamente speso” ha puntualizzato Rutelli chiarendo che in questi tre anni la filiera del cinema non ha potuto contare sul milione e 200mila euro totale previsto dalla legge, proprio per la farraginosità di molti passaggi: “Ora chiediamo una condizione ordinaria e ordinaria, speriamo che il 2020 sia l’anno in cui la normativa funzioni, altrimenti le imprese non investono”.

Giornalista professionista, ha lavorato nelle redazioni del Tg4, Il Giornale, Liberal, Affari & Finanza e, come corrispondente, per Tribuna de Actualidad. È stato tra i curatori della comunicazione aziendale di Cirlab, Netsystem ed Enel. È autore dei libri El Paìs, le ragioni di una svolta (FrancoAngeli, 1999), Europa di carta guida alla stampa estera (FrancoAngeli, terza edizione 2009) e coautore del volume Guido Gonella, il giornalista (Edizioni Goliardiche, 2006). Ha insegnato Storia del giornalismo europeo all'Università Lumsa di Roma. Nel 2006 ha vinto il premio giornalistico come addetto stampa dell'anno per l'economia. E' stato capo ufficio stampa del Ministero del Commercio Internazionale, vice coordinatore dell'Ufficio Stampa e Comunicazione del Ministero dello Sviluppo Economico e assistente per la stampa nazionale a Palazzo Chigi durante l'esperienza del Governo tecnico guidato dal prof. Mario Monti.