Home Interviste Claudia Conte: una giovanissima artista umanista, determinata e di grande talento.

Claudia Conte: una giovanissima artista umanista, determinata e di grande talento.

 “Il Profumo della Dolce Vita” ha incontrato Claudia Conte, giovane e promettente attrice e scrittrice italiana.

Claudia Conte 2Ciao Claudia, come stai?

Salve Andrea, ogni volta che preparo un’intervista mi sento come in questo momento. La leggeranno tante persone e questo mi rende certamente felice, ma al contempo mi sento un po’ in apprensione. Parlare di se’ non è mai facile!

A chi ancora non ti conosce, perché sei molto ma molto giovane, cosa diresti ai nostri lettori di te in poche righe per fare capire che tipo di artista sei?

Mi definirei un’“Artista umanista”: amo l’arte in tutte le sue forme d’espressione e rinunciare ad una di esse significherebbe trascurare una parte di me. Amo il teatro per il rapporto col pubblico, amo il cinema per la sua immortalità. La poesia è emozione, ma la letteratura è la mia utopia. Il mio desiderio più grande in ambito professionale, comunque, è la conduzione televisiva.

Quando hai scoperto il tuo talento e hai scelto di fare l’attrice e la scrittrice?

Talento? Non credo di averne. I veri talenti al giorno d’oggi sono pochissimi e a volte anche poco conosciuti a causa del radicato sistema delle raccomandazioni e della corruzione dilagante. Ma questa è un’altra storia! Io, in realtà, non credo di aver scelto. E’ il nostro destino che sceglie per noi. Sono un po’ fatalista, è vero. Ed è saggezza mostrarci degni della scelta che il destino ha fatto per noi, qualunque essa sia. E’ questo quello che penso.

Come e quando è iniziata la tua carriera?

Ho imparato a scrivere prima di iniziare la scuola elementare. Amavo leggere ed entrare nelle storie descritte nei libri. Io, una bimba di una piccola città italiana, protagonista delle avvincenti storie di Dostoevskij o Stendhal. Scrivere è qualcosa di molto complesso e faticoso, un viaggio interiore faticoso che può divorarti l’anima. Per me non è una dote, ma una necessità. Per creare un manoscritto bisogna sfidare l’orror vacui, la paura di restare soli con la nostra vera essenza, la parte più profonda e nascosta di noi! Per me scrivere significa letteralmente attrarre e catapultare il lettore nel mio mondo più intimo e immaginifico. Chi mi legge ha la possibilità di mettere a nudo una parte della mia intimità, della mia essenza di donna.

Qual è stata la difficoltà più dura da superare per andare avanti? E quale la cosa più brutta che ti è accaduta?

Le difficoltà sono quotidiane nel mio lavoro. L’artista è un outsider, folle, fuori dagli schemi. La cosa più brutta è stata senz’altro fidarmi delle persone sbagliate.

In questi anni di attività hai mai pensato di mollare tutto e iniziare un’altra attività professionale?

Sì certo che ci ho pensato. Alla fine però il mio cuore mi ha ricondotto sempre su questa strada! Sulla strada dell’arte che per me è una “sana malattia” e mi crea una “sana dipendenza”: l’unica “cura” che vedo è di dedicarmi e abbandonarmi completamente all’arte. Solo così sto bene, mi sento viva e vitale. Alla fine ho capito, anche se sono giovane, che non avrei potuto fare altro nella mia vita.

I tuoi genitori cosa ti hanno detto quando hai comunicato loro le tue intenzioni professionali? Soprattutto in un mondo, quale quello del cinema e dello spettacolo, che in Italia è pieno di compromessi da gestire se si vuole arrivare in alto e al successo vero.

E’ stato difficile uscire dai canoni che ho sempre avuto perché fanno parte della mia cultura familiare. Intraprendere uno stile di vita in cui la creatività e i voli pindarici emotivi sono la quotidianità, non è stato affatto semplice, ma era quello che volevo veramente. Ho rischiato di non essere capita, neanche dalla mia famiglia, che mi ha sempre sconsigliata di intraprendere questa carriera proprio per quei “compromessi” di cui dicevi tu nella domanda. Io faticato parecchio, ho lavorato tantissimo, ho avuto tanti bellissimi risultati, che hanno reso soddisfatti i miei genitori che oggi sono fieri di me e del lavoro che ho scelto e che ho fatto fin’ora. Tutto questo per me è una grande gioia. Per me la mia famiglia è importantissima ed io oggi so che loro, i miei genitori, credono in me e in quello che faccio.

Raccontaci la cosa più bella e divertente che ti è accaduta da quando hai iniziato questo lavoro.

Questo lavoro regala emozioni continue, ogni giorno è memorabile, indimenticabile. Si viaggia, si conoscono realtà e persone sempre nuove, tutte diverse tra loro. Il momento più bello è stato senza dubbio quello in cui l’amore e il lavoro si sono uniti: la tournée estiva accanto al mio compagno, il geniale attore Vincenzo Bocciarelli.

Se penso a quello che è stato il momento più divertente, sicuramente quando io e il mio compagno abbiamo saputo che nel giro di pochi giorni avremmo recitato in due spettacoli completamente diversi: “Eros Italiano” con Mariano Rigillo (un catalogo segreto con brani erotici e sensuali) e “Vita di Francesco” (recital sulla vita del santo di Assisi). È stata per me un’esperienza davvero molto forte ed estremamente formativa. Passare da un ruolo all’altro è sempre complesso, figurati in questo caso. Credo di aver rischiato una scissione di personalità psicotica. Ma si sa che questa è una delle componenti emotive e psicologiche che un bravo attore deve essere in grado di gestire sempre e al meglio, altrimenti non può fare il mestiere di attore!

Oggi in Italia molti giovani attori e attrici di talento, e comunque giovani che vogliono inserirsi nel mondo del cinema e dello spettacolo, lasciano l’Italia per andare all’estero per migliorare la loro professionalità e imparare di più per puntare a traguardi ambizioso e ad orizzonti internazionali. Claudia, tu che a mio avviso hai certamente talento, hai mai pensato di lasciare l’Italia per migliorare la tua professionalità e l’arte di recitare per diventare una professionista di livello internazionale e non solo italiano? Andare ad Hollywood, per esempio, e vivere lì per un po’ di anni, ci hai mai fatto un pensierino?

Ogni volta che vado al cinema e vedo i film americani mi sorge spontaneo il confronto con il sistema italiano che è completamente diverso. Andare via dall’Italia rimane un pensiero, domani chissà, potrebbe diventare realtà.

Quando eri una bambina, quali sono stati i tuoi miti nel mondo del cinema, dello spettacolo e della letteratura? Chi sono stati i tuoi maestri di vita e i tuoi maestri professionali che ti piace ricordare e ai quali ti ispiri?

Le star hollywoodiane Sean Penn, Leonardo Di Caprio, Anthony Hopkins. In Italia la super coppia formata dai compianti Sandra Mondaini e Raimondo Vianello. Nella letteratura Paulo Coelho, Gabriele D’Annunzio e Luigi Pirandello. Per quanto riguarda la mia esperienza personale, devo confessarti che io non sono nata nell’epoca dei grandi del cinema: Fellini, Pasolini, Strehler, Totò, Sordi, Ronconi, Moriconi, Melato. Il mio vero ed unico Maestro è il mio compagno di vita, l’attore strehleriano Vincenzo Bocciarelli. Ricordo con gioia il mio incontro con Sandra Milo, Giorgio Albertazzi e Lando Buzzanca. Mi hanno lasciato un segno che ricorderò per sempre: sono grandissimi artisti, è vero, ma sono soprattutto una grandissima donna, la Milo, e dei grandissimi uomini, Buzzanca e Albertazzi.

Claudia Conte 2

La nostra è una rivista italiana letta principalmente da persone del mondo dello spettacolo e del cinema. Cosa ne pensi del cinema italiano negli ultimi cinque / sei anni? Quali film apprezzi di più e quali i tuoi attori e registi italiani preferiti?

Per me oggi in Italia il cinema è di scarso livello nel panorama internazionale, direi moribondo. Non lascerà traccia nella storia del cinema internazionale, quello che conta veramente e che fa cultura e spettacolo, ma che fa anche divertire e riflettere. Negli ultimi cinque anni poi non saprei cosa risponderti, l’unico regista che apprezzo è Sorrentino, anche se non trovo sia un regista ed autore geniale come molti lo definiscono. Ma è certamente bravo.

Che lavori hai fatto negli ultimi due/tre anni di particolare importanza dei quali ci vuoi parlare?

In campo letterario il mio romanzo epistolare “Soffi Vitali. Quando il cuore ricomincia a battere” E’ la storia di Marco e Valentina, due anime alla ricerca della felicità, un amore destinato a sbocciare lungo le rive di un lago. Quello che i due protagonisti sognano e vivono è un amore puro, intenso, straordinario, fatto di parole e magie che scovano nei semplici gesti di vita quotidiana o di vicende che nell’esistenza di ognuno di loro generalmente prima passavano inosservati. Sono stata l’autrice più giovane a presentare un’opera al Salone Internazionale del Libro di Torino, e questo mi ha resa orgogliosa di me stessa.

In teatro ho il privilegio di affiancare in diversi spettacoli Vincenzo Bocciarelli, in Opere Teatrali quali: “Solo l’Amore resta”, “Vita di Francesco”, “Eros Italiano”.

A cosa stai lavorando adesso? Uscirà un tuo film nelle sale cinematografiche o in TV nei prossimi mesi?

Sto preparando una fiction internazionale intitolata “Leandra”: è la storia di una imprenditrice di origini brasiliane. In TV in questo momento sono in onda con “Gioventù Sballata”, prodotto e condotto da me col patrocinio della Regione Lazio, con Vincenzo Bocciarelli, Lando Buzzanca, Giulio Base, Elena Russo, Elisabetta Pellini, Eleonora Cadeddu.

Come fai a gestire la tua vita affettivo-sentimentale con il lavoro che fai?

La risposta è molto semplice ma al contempo complessa. L’amore, quello vero, dovrebbe bastare per permettere di conciliare tutto: “Amor omnia vincit“. Io e il mio compagno riusciamo a capirci, perché l’arte ci avvicina e ci unisce, perché voliamo insieme in universi psichici paralleli per poi tornare alla realtà del quotidiano più vicini che mai. La gelosia riusciamo a gestirla scherzandoci e giocandoci su. Anche il nostro percorso di fede è molto importante, ci aiuta a non perderci, ci dà costantemente forza e insegnamenti come la tolleranza, la comprensione, il dialogo, l’altruismo.

Claudia Conte 9 + Vincenzo Bocciarelli

Hai avuto nel passato delle esperienze che ti hanno creato delle difficoltà?

Si dice che si impara più dagli errori che dalle cose fatte sempre bene o dalle cose dove non sbagli mai! Oggi penso di essere una donna fortunata. Una donna che ha incontrato l’uomo della sua vita, Vincenzo.

Sappiamo tutti che in questo mondo, quello del cinema e dello spettacolo in generale, qualche volta bisogna essere drastici: o la professione o la famiglia. Tu che ne pensi?

Purtroppo spesso è così, ma voglio essere sincera. Io spero di riuscire a fare entrambe le cose: professione e famiglia. Mi impegnerò con tutte le mie forze, con tutta me stessa perché riesca nel mio intento: amo la famiglia ma amo anche il mio lavoro.

Claudia Conte

Grazie per aver dedicato il tuo tempo alla nostra rivista, e in bocca al lupo per il tuo lavoro.

Grazie a te Andrea per l’intervista, e buona fortuna per il vostro magazine “ilprofumodelladolcevita.com”.