Il Profumo della dolce vita” ha incontrato Claudio Paffetti, attore, artista di talento ma ancora poco conosciuto al grande pubblico italiano. E’ noto per alcuni progetti realizzati quali attore protagonista del docu-film “L’ultima Luna” di A. Moroni, “Il mistero di Laura”, e piccoli ruoli in “R.I.S. Roma”, “Rossella 2”,”Rome 2”, e tante altre opere cinematografiche.

Ciao Claudio, Come Stai?

Ciao Andrea, bene grazie! Nonostante i pochissimi giorni che mi dividono dagli “anta” haha, che per me rimane un importante e bel traguardo di vita!

Il nostro magazine online, “ilprofumodelladolcevita.com”, è molto giovane ed è letto da giovani artisti del mondo del cinema, della TV e dello spettacolo in genere. Quale giovane magazine, di recente, abbiamo avuto l’idea di dare visibilità, attraverso le nostre interviste, non solo ai grandi artisti di fama internazionale e italiana – che abbiamo intervistato più volte – ma anche a giovani e giovanissimi artisti. Non è certamente il Tuo caso Claudio, visto che sei conosciuto per i tuoi ultimi bei lavori che abbiamo citato. Ma cosa diresti di te in poche righe ai nostri lettori che volessero conoscerti meglio?

E’ la domanda più difficile di tutte! Bisognerebbe chiederlo a quelli che mi conoscono… scherzo ovviamente! Penso di essere una persona solare, di compagnia, ottimista, serio e affidabile nelle cose importanti e nel lavoro; ma amo scherzare e divertirmi quando è il momento di farlo. Io mi definirei un amante della vita, amo la mia vita e il mio lavoro sopra ogni cosa.

Poi penso di avere un carattere forte, credo molto in me stesso, sono testardo, direi proprio una vera testa dura qualche volta, e nel mondo in cui vivo la ritengo una qualità, non potrei sopravvivere altrimenti!

Foto Claudio Paffetti 11

Claudio, Ti piacerebbe raccontare ai nostri lettori come è iniziatala tua carriera di artista? Con quali vere difficoltà ti sei scontrato per andare avanti nel tuo percorso, nella tua carriera?

La prima risposta che darò, sarà banale: per caso!

Provai a fare il concorso “Sognando Hollywood” di Nini Grassia. Era il mese di settembre del 2003. Arrivai sesto. A quel tempo avevo fatto solo un po’ di teatro amatoriale. Subito dopo il risultato che era stato dato, parlai con Grassia che mi disse che secondo lui avevo talento, ma che il talento non bastava e che dovevo studiare recitazione. Mi consigliò, infatti, se avessi voluto fare questo lavoro, di trasferirmi a Roma, studiare seriamente in una buona scuola di recitazione, con grande impegno e dedizione, mettendoci tutto me stesso per riuscire a raggiungere questo risultato. Così andai a Roma e frequentai l’Accademia di Ennio Salomone, la B&C Accademy, negli anni 2003/2004. Avevo ventotto anni e a quell’età si viene considerati un po’ “vecchi” per iniziare la carriera di attore e tutto diventa più difficile. Ma io ho creduto molto nelle parole di Grassia e ho creduto in me stesso.

Per tornare alle difficoltà, sono state queste: la difficoltà più grande che ho avuto è stata la mia età di quando ho iniziato il mio percorso di studi di recitazione, la diffidenza che leggevo chiara e lampante negli occhi delle persone di quel mondo che ancora non mi apparteneva completamente, senza dover dire poi (ma questo è ovvio !) della naturale concorrenza che esiste in questo settore con tutte le difficoltà di riuscire a trovare i miei spazi lavorativi per fare le prime esperienze, per farmi conoscere e apprezzare professionalmente, e per andare avanti per la mia strada e per la mia carriera. Io ci ho creduto sempre, ho avuto fede in me stesso, e mi sono buttato! Bisogna farlo sempre quando si crede veramente in qualcosa: lanciarsi!

Sai bene che tutti i giovani attori e tutti le giovani attrici, oggi più che mai, se non hanno frequentato una buona scuola di recitazione non hanno alcuna possibilità di fare carriera in questo mondo. Tu Claudio, quali scuole di recitazione hai frequentato per raggiungere il livello professionale che oggi, in un certo qual modo, ti ha consacrato come un ottimo artista?

Come dicevo prima, ho frequentato l’Accademia di Ennio Salomone a Roma, studiato doppiaggio con Teo Bellia e Roberto Draghetti. Poi tanto teatro, laboratori, workshop. Bisogna studiare sempre senza fermarsi mai, come in qualsiasi altra professione. Devi essere curioso e attento a tutto e imparare in fretta e velocemente. E’ quello che ho fatto. E’ quello che continua a fare ogni giorno della mia attività professionale.

Foto Claudio Paffetti 02

Claudio, il lavoro di artista è un lavoro difficile e pieno di incertezze economiche, soprattutto all’inizio della carriera quando non guadagni abbastanza e devi arrangiarti con altri lavori per vivere e continuare il tuo sogno e la tua passione. Tu, prima di fare l’artista a tempo pieno, hai fatto altre esperienze lavorative? Anche per arricchire il tuo bagaglio professionale di artista e la tua esperienza umana: un bravo artista, si dice infatti, non è solamente chi sa far bene la sua parte, il suo ruolo professionale o sa ben recitare! Ci sono altre qualità che sono molto più importanti. Cosa ci vuoi dire in merito?

La situazione economica dell’artista non è difficile solo all’inizio della carriera: solo se arrivi ai grandi e importantissimi traguardi hai smesso di avere questo problema! Ci sono periodi in cui lavori tanto e altri che non lavori per niente. E tutto questo non dipende dal fatto se sei all’inizio della carriera o sei un attore affermato. Sono le difficoltà di questo lavoro, del lavoro di attore, ma non devi mai abbatterti se ci credi veramente e hai fede in te stesso e nelle tue qualità.

Io, come dicevo prima, ho iniziato tardi la carriera di attore, ho fatto vari lavori, dall’operaio che scarica le casse la mattina alle 4.30, a tanti altri lavori che vengono definiti “umili”, ma l’ho fatto con la consapevolezza che quel lavoro mi serviva per continuare la mia professione, potermi mantenere a Roma, continuare gli studi e non mollare mai.

Io credo che l’attore deve vivere mille vite esercitando la sua professione. Da questo punto di vista, più esperienza di vita vissuta hai fatto, più sei in grado di esercitare i tuoi ruoli e di gestire la tua professionalità con un’esperienza non solo accademica ma anche della mia quotidianità di persona comune con tutte le difficoltà che bisogna affrontare. Forse questo, è vero come dici tu Andrea, qualche volta fa la differenza.

Quali vere difficoltà hai incontrato fino ad adesso nella tua carriera di artista e qual è stata l’esperienza che hai fatto nella tua professione che non vorresti ti fosse mai accaduta?

Tante, tante, tante. Potrei rispondere così. Ma questo lavoro comporta questo, e prima lo capisci meglio è per te. Io l’ho capito subito, forse perché avevo ventotto anni quando ho iniziato, chi lo sa? Non mi sono mai abbattuto, mai arreso, sono sempre andato avanti per la mia strada. Non sono i NO che ricevi che ti devono scoraggiare, ma tutti i SI che ricevi e che ti possono cambiare la tua vita artistica e professionale.

Una delle cose più difficili nel mio lavoro, anzi difficilissima, è quella di trovare l’Agenzia giusta alla quale affidare la propria carriera. Un’Agenzia seria e affidabile, che creda in te, nelle tue qualità e nel tuo lavoro e sappia promuoverti bene facendoti lavorare il più possibile.

Per quel che riguarda le mie più brutte esperienze, riguardano le richieste di scendere a “compromessi”, di vario tipo. Sono purtroppo cose che fanno parte di questo mondo e non vedono destinatari solo le giovani e belle attrici, ma anche gli uomini. Io non sono mai sceso a compromessi con nessuno e per niente al mondo lo farei. Credo in me, nelle mie qualità, nel mio lavoro, nella mia fatica di andare avanti, in quello che valgo. Dentro di me sono certo che prima o poi arriverò dove voglio arrivare. E’ questo che mi dà la forza, ogni mattina che mi alzo dal letto, di continuare con determinazione e testardaggine ad andare avanti per questa strada.

Foto Claudio Paffetti 05

In uno dei suoi romanzi più conosciuti e più belli, “Memorie dal sottosuolo” pubblicato nel 1864, Fëdor Michajlovič Dostoevskij parla, tra le righe, della “Teoria dell’Umiliazione”. A partire dagli anni ’90, alcuni scienziati e psicologi americani, ne hanno fatto una vera e propria teoria psicodinamica, un modello psicologico che parte dal presupposto che sono più le umiliazioni che subiamo nella nostra vita ad insegnarci a vivere meglio e a sbagliare sempre meno: si impara dalla propria esperienza e dai propri errori, soprattutto quando sono gli altri a farceli notare e magari ridono di noi! Claudio, hai mai subito delle umiliazioni professionali che ti hanno lasciato il segno ma che al contempo ti hanno fatto crescere professionalmente e ti hanno dato più carica e più forza per continuare nella tua carriera?

Per come sono fatto io, testardo, cocciuto, permaloso e competitivo, ogni NO che ho ricevuto nella mia carriera, è stata una vera e propria umiliazione che ho vissuto malissimo. Senza contate tutte le volte che personaggi che pensano di essere arrivati e di sapere tutto della vita, mi hanno detto che non avrei mai potuto fare questo lavoro, che ero un incapace, etc. etc.. Ma il tempo mi ha dato ragione e ho avuto le mie piccole soddisfazioni. Ma ho imparato, col tempo, che di questa mia debolezza dovevo farne una forza. Solo così potevo migliorarmi e diventare un vero professionista di questo mondo.

Lavori nel mondo del cinema d’autore e dello spettacolo oramai da molti anni e di gavetta ne hai fatta abbastanza prima di arrivare ad essere riconosciuto come un artista vero per tutti i lavori che hai fatto e che abbiamo citato. Detto questo, Claudio, Ti è venuto mai venuto in mente, durante uno dei tanti momenti di difficoltà che attraversa un artista, di pensare: “Basta, non ce la faccio più! Adesso mollo tutto e faccio altro!”.

Penso che sia una cosa che capita a tutti gli attori prima o poi. Succede ancora di più, quando magari confidi in un lavoro che deve partire a breve, ma che poi per un motivo qualsiasi viene annullato. Poi ti può capitare di non lavorare per qualche mese, se ricevi i famosi NO. E quindi è chiaro che in questo mondo ti può capitare anche questo, dire: “basta, mollo tutto e mi dedico ad altro”. Ma poi ci ripensi subito se hai fede in te stesso e se pensi a tutti i sacrifici che hai fatto per arrivare dove sei arrivato.

Claudio, è risaputo che il mondo dello spettacolo e del cinema in particolare, è un mondo pieno di insidie, di ipocrisie, di compromessi, come dicevi tu prima, di cose che non sempre sono belle. Quando hai comunicato ai tuoi genitori che avresti fatto questo lavoro, cosa ti hanno detto?

Io ho avuto “la fortuna”, si fa per dire, di intraprendere questa carriera non più giovanissimo. Ma si sa, per i nostri genitori noi non cresciamo mai, siamo sempre i loro bambini. Ho avuto un grandissimo appoggio da mia madre. Mio padre, invece, era contrario, proprio per quello che dicevi nella domanda. Alla fine, però, se vedono il proprio figlio che è felice di fare quello che fa, allora lo sono anche loro. Ed io oggi lo vedo che loro sono contenti di me, e per me questa è una grande soddisfazione.

La nostra è una rivista italiana letta principalmente da persone del mondo del cinema e dello spettacolo. Cosa ne pensi del cinema italiano negli ultimi cinque / sei anni? Quali film apprezzi di più e quali i tuoi attori e registi italiani preferiti?

Il cinema italiano in questi ultimi anni ha iniziato ad avere un po’ più di visibilità a livello internazionale. Soprattutto dalle serie televisive e Web importanti che si sono affermate anche all’estero. L’unico problema è che io da attore non ancora affermato, trovo difficoltà perché non c’è molta possibilità di introdurre volti nuovi in queste serie che hanno successo. Capita raramente. Questo succede perché le case di produzione non vogliono rischiare e vanno sul sicuro con attori noti e affermati.

Nel mio caso, con la nostra casa di produzione, vorremmo andare controtendenza cercando di dare visibilità ad attori ed attrici giovani e non ancora noti al grande pubblico, ma che indubbiamente sono bravissimi, di talento e di grande valore.

Di attori bravi ce ne sono molti, dai Favino, Pannofino, Kim Rossi Stuart. Poi ci sono gli attori comici come i Brignano, Ricky Memphis e qualche altro che adesso mi sfugge. Confesso però di avere un grande debole per la recitazione di Valerio Mastrandrea: è un vero grande!

Claudio, una delle domande che facciamo sempre agli artisti che intervistiamo perché li rende più simpatici, è di raccontarci la cosa più buffa e divertente che è accaduta loro nell’esercizio della loro professione: durante le prove, durante le riprese, nel backstage, etc.. Sono spesso episodi imbarazzanti ma che poi, nel raccontarle, diventano simpatiche. Tu cosa vuoi raccontarci di bello e divertente che ti è accaduto?

Ci sono tanti aneddoti divertenti che potrei raccontare e che mi sono accaduti.

Io nel lavoro sono molto serio. Ma mi piace anche scherzare e ridere qualche volta. Ricordo che una volta, in un corto-metraggio, dovevo recitare velocemente ed in successione una lista di nomi di persone, ma ad un certo punto ebbi un blocco, non mi ricordai più nulla, ebbi un vero e proprio vuoto di memoria. Allora iniziai a dire i nomi dei calciatori della formazione dell’Italia di calcio del 1982 che aveva vinto quei Mondiali. Tutto lo staff e la produzione cominciarono a ridere a crepapelle, e anch’io con loro. E’ stato divertentissimo.

Oltre al Cinema, al Teatro, alla TV e alle fiction TV, esiste un nuovo mondo, un mondo completamento nuovo ma sommerso e sconosciuto alla maggioranza degli over ’50, che si compone di molteplici opportunità per sperimentarsi e lavorare come attore o come attrice, o come artista del mondo della filmografia: sono quelli delle web-fiction, dei web-movie, di YouYube, ed altri modelli ancora che utilizzano le nuove tecnologie informatiche e multimediali. Tu, Claudio, come attore ed artista riconosciuto per le tue qualità e per la tua bravura, come vedi questa nuova prospettiva che è divenuta così articolata ma che forse dà ai giovani artisti di oggi più opportunità di lavoro, di esperienza professionale e più possibilità che nel passato di farsi conoscere?

Penso che che tutto quello che dà visibilità a buoni prodotti, deve essere per forza benvenuto. Occorre dare la possibilità, soprattutto ai giovani e alle giovani artisti/e di esprimersi e farsi conoscere. Anche se penso che c’è il rischio di avere troppi registi ed attori che si improvvisano, che non hanno fatto alcuna scuola, che non hanno nessuno strumento professionale per fare bene il loro lavoro. Ma questi personaggi, dal mondo di cui faccio parte, vengono riconosciuti ed evitati immediatamente. Resta il fatto che il Web, a mio parere, resta un eccellente strumento per dare visibilità e farsi conoscere.

A chi ti sei ispirato come attore? Chi sono stati i tuoi veri maestri in questa professione che vorresti ricordare con affetto e con gratitudine?

E’ difficile dire a chi mi ispiro. Sono un attento osservatore e cerco di apprendere un po’ da tutti gli attori che ritengo bravi. Sono un attore curioso e ha sempre voglia di imparare di più, di imparare meglio. Senza dubbio devo ringraziare due artisti in particolare, che per me sono due persone speciali, Teo Bellia e Roberto Draghetti. Bravissimi artisti, con me sempre disponibili e simpatici. Poi sicuramente il regista Alberto Moroni che ha creduto e ancora crede fermamente in me e nelle mie qualità professionali.

Foto Claudio Paffetti 06

Il mondo dello spettacolo, sai bene Claudio, non dà alcuna tregua, soprattutto quando raggiungi la notorietà. Tu come fai a gestire la tua vita affettivo/sentimentale con il lavoro che fai? Hai avuto in passato o anche di recente delle esperienze che ti hanno creato delle difficoltà?

Questo è un tema assai difficile Andrea! Non è facile trovare la persona che ti dà la massima fiducia, che capisce che questo è un lavoro, che se baci sul set una ragazza dopo lo stop finisce tutto lì, che se stai via dei giorni è per lavoro e non per altro. L’altro aspetto che mi disturba, e che da questo punto di vista non mi dà mai certezze, è quello di non capire se certe ragazze si avvicinano a me per ricevere qualcosa in cambio dal punto di vista della professione e dell’opportunità di conoscere persone alle quali mai loro arriverebbero, o si avvicinano a me per quello che sei nella vita di tutti i giorni, non come artista, non come attore, ma come uomo normale. E’ questo è tutto molto complicato, veramente difficile.

Oggi succede spesso che molti giovani artisti lasciano l’Italia per andare all’estero, imparare le lingue, migliorare la loro professionalità e la loro arte, frequentare scuole di recitazione importantissime, e quindi vivono all’estero per molti anni o lasciano definitivamente l’Italia per amore del proprio lavoro di attore, regista, sceneggiatore, costumista, etc….Tu hai mai pensato di lasciare l’Italia e andare a vivere, per esempio, a Los Angeles (Hollywood) o a New York o in una città occidentale dove il cinema e la televisione danno molte più possibilità di lavoro e di mettersi in mostra a chi ha talento?

Il mio sogno fin da bambino è sempre stata l’America, gli Stati Uniti. Non solo per il lavoro che ho intrapreso adesso da adulto. Certo, andare negli USA, a Hollywood, a New York, sarebbe bellissimo, mi piacerebbe molto fare un’esperienza di lavoro lì. Ma per adesso voglio affermarmi come attore in Italia, poi si vedrà. Certo la lingua sarebbe un bel problema, sono un po’ una capra nell’impararne di nuove, anche se mi è già capitato di recitare in lingue straniere.

Claudio, hai un sogno nel cassetto che ti porti dietro fin da bambino e che vorresti realizzare? Vuoi dirci qual è?

Il mio primo sogno da bambino era di giocare nella NBA. Questo è un sogno che oggi, per ovvi motivi, è divenuto irrealizzabile. Il secondo è quello di riuscire ad essere soddisfatto di me stesso e di realizzarmi nella mia vita. Anche questo, per il carattere che so di avere, è molto difficile, ma ce la metterò tutta per realizzarlo questo sogno!

Grazie Claudio per averci dedicato il tuo tempo e in bocca la lupo per il tuo lavoro di artista che possa farti raggiungere tutti i traguardi che sogni e ai quali ambisci. Noi de “ilprofumodelladolcevita.com” facciamo il tifo per te!

Grazie a voi per l’opportunità che mi avete dato, e grazie per l’importante lavoro di divulgazione che svolgete in questo settore.

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