Sky Atlantic trasmetterà dall’11 dicembre prossimo “ Carcereiros – Dietro le Sbarre “ un prison-drama in 15 puntate che descrive in maniera assolutamente cruda e realisticamente valida la dura realtà delle carceri brasiliane nonchè le difficoltà quotidiane che rischiano di distruggere le vite, non solo dei detenuti, ma anche delle guardie carcerarie.

Il film descrive infatti le drammatiche storie personali vissute dai secondini del carcere brasiliano Votorantim Women’s Penitentiary, nei mesi precedenti alla sua inaugurazione – e testimonia le drammatiche storie personali delle guardie carcerarie.

E’ risultato vincitore del  Grand Jury’s Full Episodes Prize ai MIP Drama Screenings 2017 di Cannes ed è stato confermato per una seconda stagione.

Adriano – Rodrigo Lombardi – è un uomo che ha scelto di lavorare come secondino per seguire le orme del padre. Nella sua vita ha avuto una formazione che influenza nettamente tutti i suoi comportamenti: dottore in Storia e – al contrario di molti colleghi – contrario all’uso della violenza, cerca di gestire le minacce e i conflitti con i detenuti utilizzando il dialogo come unica arma. Le difficoltà della sua vita quotidiana, però, non si fermano usciti dai cancelli del carcere. Trovare un equilibrio – quello che prova ogni giorno a mantenere con i detenuti – è complicato anche nei suoi rapporti con la famiglia, passata attraverso vicende burrascose e profondamente insoddisfatta della sua scelta professionale. Suo padre Tiberio – Othon Bastos, – che mostra i primi segni di demenza senile, rifiuta con rabbia l’aiuto del figlio. La figlia Livia – Giovanna Rispoli – è un’adolescente tormentata dal ricordo di sua madre, scomparsa misteriosamente quindici anni prima. Janaína – Mariana Nunes – la seconda moglie di Adriano, è ossessionata dalla maternità e costantemente in ansia per i pericoli insiti nel lavoro del marito. Questa fragile stabilità familiare crollerà come un castello di carte quando le vicende carcerarie entreranno nella loro vita, non senza preavviso, per dimostrare che anche chi vive fuori dal carcere può ritrovarsi privo della sua libertà.

 

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