UN FOLTO GRUPPO DI INTELLETTUALI E PERSONAGGI DELLO SPETTACOLO, ADERISCE ALL’APPELLO ALLA GRAZIA PER FABRIZIO CORONA “Lo domandiamo al Capo dello Stato, così sensibile alle sorti di pregiudicati potenti come il colonnello americano Joseph Romano, condannato a 7 anni per un reato molto più grave di tutti quelli commessi da Corona” continua Travaglio “Latitante negli Usa, senz’aver mai scontato né rischiato un minuto di galera, Romano fu graziato nel 2013 su richiesta di Obama da Napolitano in barba alle regole dettate dalla Consulta nel 2006”. Dunque perché non cedere la grazia a Corona? Queste le parole di Marco Travaglio che, dal quotidiano di cui è vicedirettore, “Il fatto Quotidiano”, ha lanciato l’appello-provocazione per richiedere la grazia per Fabrizio Corona.

“Che ci fa Fabrizio Corona nel carcere milanese di massima sicurezza di Opera per scontarvi un cumulo di condanne a 13 anni e 8 mesi? È normale che un quarantenne che non ha mai torto un capello a nessuno marcisca in prigione accanto ai boss mafiosi al 41bis, per giunta col divieto di curarsi e rieducarsi, fino al 50° compleanno?”. Queste le domande che ha posto al Presidente della Repubblica. Un appello per chiedere la grazia, almeno parziale, di Corona, per ridare un velo di speranza a un “ragazzo che ne ha combinate di tutte i colori, ma senza mai far male a nessuno”, come dice il noto giornalista.

Ad aggregarsi all’appello, capitanati dal manager Salvo Nugnes, agente di noti personaggi, un importante gruppo di illustri personalità del mondo della cultura e dello spettacolo, che concordano con Travaglio. Hanno infatti confermato la loro adesione simbolica Francesco Alberoni, Pupi Avati, Piero Chiambretti, Oliviero Toscani, Alessandro Meluzzi, Paolo Limiti, Silvana Giacobini, Mara Venier, Vittorio Brumotti, Cristiano De André, Elio Fiorucci, Toni Capuozzo, Vittorio Sgarbi e Claudio Brachino. E la lista continua a crescere.

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