Il Video inedito di Quarto Grado degli scontri ultras prima di Inter-Napoli. Per favore non parliamo di scontri tra “cavalieri”! 

Un filmato inedito che mostra il momento in cui Daniele Belardinelli viene portato via dai suoi compagni di tifo.

“Quarto Grado” – nella puntata in onda ieri, venerdì 11 gennaio, su Retequattro – ha mandato in onda un filmato inedito sugli scontri tra ultras prima della partita Inter-Napoli, del 26 dicembre scorso. IN COPERINA IL VIDEO, DI SEGUITO IL LINK AL

VIDEO: https://www.mediasetplay.mediaset.it/video/quartogrado/tifoso-morto-prima-di-inter-napoli_F309457101001C17 

Nel video si vede il momento in cui Daniele Belardinelli, privo di sensi, viene portato via dai compagni e caricato su una macchina. L’automobile raggiungerà poi il pronto soccorso dell’Ospedale San Carlo, di Milano, dove il giovane morirà qualche ora dopo.rto Grado”, grazie anche al filmato inedito, mostra nuovi elementi ondagine che evidenziano la “volontà” di salvare Belardinelli, caduto nello scontro corpo a corpo.

La puntuale ricostruzione di  “Quarto Grado” fa emergere altre domande a cui gli inquirentii saranno chiamati a rispondere. Tanti gli elementi su cui insistere: a partire dall’auto della Polizia che scortava i tifosi napoletani, dove son finiti? Inoltre, l’aguato, perchè di questo si tratta, da parte degli ultras interisti, poteva essere fermato? E ancora, perchè la Polizia scortava dei tifosi già colpiti dal DASPO? Per quest’ultima domanda la risposta sembra facile, sarebbe bastato controllare i documenti, in fondo si trattava di un piccolo gruppo di persone. Le polemiche non aiutano e nemmeno faremo considerazioni sull’assurdità di certi comportamenti. Quello che è evidente è l’odio che cova in certi soggetti, dall’apparente vita tranquilla, che sfociano in una violenza cieca e assurda. Non si può definire “cavalieresco” il modo in cui è stato organizzato l’attacco, si è trattato, a modesto avviso di chi scrive, di una strategia vigliacca che mirava a portare a termine la missione di aggressione, senza incorrere in “intoppi” , ovvero per non rischiare di essere fermati per detenzione di armi. L’agguato architettato dagli ultras non è un videogame, gli “attori” sono persone in carne ed ossa, con famiglie e responsabilità. Il fatto che a rimanere vittima sia stato un giovane della parte degli aggressori, è una tragica ftalità che le ndagini chiariranno. Ma è chiaro che l’obiettivo non fosse Belardinelli, ma i tifosi napoletani. 

 

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