Eliseo Fiction in collaborazione con Rai Fiction, ha prodotto un eccezionale docufilm su una delle più grandi cantanti italiane del secondo mezzo secolo trascorso e non solo: Mia martini.

L’eccezionale lavoro, diretto da Riccardo Donna, scritto da Monica Rametta e interpretato da Serena Rossi,  arriverà al cinema solo per tre giorni, il 14, 15 e 16 gennaio, distribuito da Nexo Digital; oltre alla più che brava Serena Rossi interpreti del film sono Maurizio Lastrico, Lucia Mascino, Dajana Roncione, Antonio Gerardi, Nina Torresi, Daniele Mariani, Francesca Turrini, Fabrizio Coniglio, Gioia Spaziani, Duccio Camerini, Simone Gandolfo con Corrado Invernizzi e con Edoardo Pesce .

Mia Martini è stata una voce unica, una esperienza umana scandita da grandi successi e da emozioni che le provocarono anche crisi esistenziali.

Tra i suoi successi: “ Piccolo Uomo” e “ Minuetto”, quest’ultimo il suo più celebre disco più venduto e tra i riconoscimenti ottenuti uno in particolare, quello che la paragonò ad Edith Piaf.

Mia, Mimì per tutti quelli che la conoscono e che le vogliono bene. Una ragazzina di quindici anni con un sogno più grande di lei. Una ragazza che a vent’anni, insieme alla madre e alle sue sorelle, sbarca a Roma per cercare di realizzare quel sogno e che dopo soli sette anni conosce un successo incredibile, assoluto, che nessuno avrebbe potuto prevedere, con un pezzo, ‘Minuetto’ che la fa conoscere non solo in Italia, ma in tutta Europa.

Mimì, sempre in bilico tra il bisogno di esprimersi, di cantare, di salire sul palco e dimenticarsi di tutto e la difficoltà di doversi confrontare con la vita reale, quotidiana. Una donna con un’idea di libertà moderna che fatica ad accettare i compromessi. Mimì simpatica, ironica, piena di entusiasmo e generosa, ma anche cocciuta, suscettibile, intransigente soprattutto sul lavoro. Capace, in nome della sua libertà di espressione, di stracciare il contratto con la casa discografica che la rappresenta, senza pensare un momento alle conseguenze drammatiche del suo gesto.

Mimì coraggiosa, ma piena di fragilità, alla ricerca dell’amore che quando finalmente arriva, fatica però a tenere. Con gli uomini le sue insicurezze affiorano, come con suo padre, con il quale ha da sempre un rapporto difficile; è divisa tra la necessità di approvazione e l’eterna e frustrante difficoltà a ottenerla. Divisa tra quel suo bisogno quasi fisico di cantare, incidere dischi, salire sul palcoscenico, ‘toccare’ il suo pubblico e la voglia di una vita più semplice, fatta di cose più piccole che adora, come cucinare, andare al cinema, passare una serata con gli amici. È in queste contraddizioni che Mimì si muove, vive. Affronta il successo, tocca la vetta e conosce in modo profondo la caduta, l’insuccesso, le voci terribili che girano su di lei e che la costringono di fatto al ritiro, ma lo fa sempre a testa alta; resiste, con la grazia che solo una donna possiede e che è l’arma che le permette di non affogare e di ritrovare il coraggio per tornare alla ribalta, riprendendosi quello che le era stato tolto. Riprendendosi il suo pubblico.

( Foto di Bepi Caroli )

 

 

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