“La Porta Rossa 2”: l’attesa serie Tv torna dal 13 febbraio su Rai Due, ci sarà la terza stagione?. “Il protagonista è già morto, quindi non può sparire…”, una battuta per definire un successo di pubblico che attende con ansia la seconda stagione de “La Porta Rossa”, Cagliostro non atteaversa quella porta, è diventato padre e deve proteggere la sua bambina. “Cagliostro è un supereroe con dei poteri speciali, ma non è batman, non può morire perchè è già morto…”, spiega Carlo Lucarelli, autore della serie.

“La porta Rossa è allo stesso tempo, un fantacy e un giallo, con risvolti sentimentali. Una serie in grado di raggiungere un pubblico di giovanissimi e meno giovani. Un esperimento riuscito che lascia già intravedere la possibilità di avere una terza stagione, “prima di decidere vediamo cosa ne pensa il Capo, ovvero il pubblico”, spiea Lino Guanciale, nel corso della presentazione alla stampa.

Da mercoledì 13 febbraio andranno in onda dodici nuovi episodi de “La Porta Rossa 2, per sei prime serate. Se la prima serie ha avuto ben cinque anni di gestazione, nella seconda serie la lavorazione è stata molto più veloce, la squadra era già collaudata e i personaggi già definiti.

Senza spoilerare nulla sulla seconda serie possiamo anticipare che Cagliostro, che avevamo lasciato in bilico tra la porta rossa, ovvero tra l’abbandonare il contatto con la vita terrena oppure restare, decide di resta, nonostante il tormento di non poter “sentire” tutte le sensazioni da umano. Cagliostro è diventato padre  della piccola Vanessa (le hanno dato il nome dell’unica persona che può vederlo, l’unico contatto con il mond reale) e resta sulla terra per proteggere la sua piccola.

Anna, si trova da sola ad affrontare la maternità con le mille difficoltà a cui va incontro una neo mamma. E’ stato proprio la Pession a volere che il suo personaggio fosse più realistico, portando sullo schermo sì l’amore infinito di una madre ma anche il peso che la nuova condizione di vita comporta. Una donna di legge che, per amore andrà anche contro la legge.

Sullo sfondo una Trieste piovosa, anche se la pioggia è un elemento fantacy (la pioggia è spesso artificiale), come hanno raccontato i protagonisti, le riprese sempre (o quasi) in notturna  hanno creato non pochi scompensi. E’ capitato che alle 3 del mattino protagonisti e troupe andessero a mangiare la salsiccia alle 9 del marttino. Grazie a un budget più elevato e alla squadra collaudata “spesso ci siamo dimenticati che stavamo lavorando…”, dichiara la Pession.

Il centro della serie è sintetizzato nella necessità di comprendere di “lasciar andare chi si ama…”, ma fantasm e sentimenti nulla hanno a ce vedere con l’elemento religioso. Lino Guanciale e Gabriella Pession si dichiarano atei, ma la spiritualità dei personaggi e degli attori è indiscussa.

Al di là del credo religioso, Cagliostro è proprio l’emblema delle domande che ognuno di noi si pone, sull’esistenza di un qualcosa di diverso dalla dimensione terrena, se esiste la possibilità di riscatto…

Commenti

commenti