“L’Italia agli Oscar” di Vincenzo Mollica e Steve Della Casa: “L’Oscar è la chiave per l’eternità”

L’Italia agli Oscar: Vincenzo Mollica ph. Sabina Filice

Vincenzo Mollica e Steve Della Casa hanno presentato a Roma “L’Italia agli Oscar”, un volume che racconta la storia del cinema italiano agli Oscar, la statuetta che “assicura l’eternità”.

Tra aneddoti e racconti inediti, Vincenzo Mollica regala al pubblico delle chicche, anche qualcosa che non si è ma visto. “L’arrivo più incredibile agli Oscar l’ho visto con Jack Nicolson. Dalla Limousine sono uscite prima le lattine di birra, poi quattro ragazze e infine lui, Nicolson.  Aveva un’espressione felice, non so se per le birre o per le ragazze…Una cosa che non ho mai raccontato per rispetto della privacy è che, uscito dalla macchina, ha toccato il sedere di una delle ragazze…”. Un piccolo racconto che Mollica  ha regalato ai giornalisti e amici nel corso della conferenza stampa, con il suo inconfondibile stile: ironico ma rispettoso, mai volgare o “gossipparo”.

Cosa rappresentano gli Oscar? Per Mollica la chiave per l’eternità!

L'Italia agli Oscar, Steve Della Casa e Vincenzo Mollica Ph. S. Filice

L’Italia agli Oscar, Steve Della Casa e Vincenzo Mollica Ph. S. Filice

«Che cosa sono gli Oscar? – racconta Mollica – Forse il paragone che rende meglio l’idea della loro importanza è di tipo liturgico. Il premio Oscar®, a mio avviso, è l’altare maggiore di quella immensa cattedrale che è il cinema. Tutte le cattedrali, come sappiamo, hanno tante navate, tanti altari minori, ma l’altare maggiore è quello sul quale si svolge la messa più importante, quella cantata, quella delle grandi occasioni. Ed è una messa sempre uguale e sempre lo sarà, nei secoli dei secoli. Io ci sono andato più di trenta volte e la liturgia è sempre stata la stessa. Quelli che prenderanno la statuetta entreranno nell’eternità, una sorta di paradiso del cinema. Quelli che devono accontentarsi della nomination sono in una specie di purgatorio. Tutti gli altri che si presentano, si vestono, sfilano sul tappeto rosso nei momenti di stanca e cercano disperatamente un invito per la festa… per loro Dante Alighieri avrebbe previsto un’unica collocazione, l’inferno. Come sappiamo, è il posto peggiore ma anche quello più ricco di storie».

«La storia del cinema italiano – scrive Steve Della Casa – è anche la storia del suo continuo confronto con il cinema americano. Non è un caso se la library del prodotto statunitense e quella del prodotto italiano siano in assoluto quelle che hanno il più alto valore commerciale e che hanno prodotto il maggior numero di capolavori nella storia del cinema. Il rapporto tra Roma e Hollywood è stato da sempre segnato dall’emulazione, dalla concorrenza ma anche dalla reciproca passione e da un rispetto che è ben testimoniato dall’accoglienza che i prodotti hanno ricevuto nei mercati dell’altro paese».

“L’ITALIA AGLI OSCAR” è il racconto di un cronista, pubblicato da Edizioni Sabinae e Luce Cinecittà, già premiato come “Miglior libro di cinema” dalla Rivista del Cinematografo. Sono tanti gli italiani che hanno vinto la prestigiosa statuetta: Sophia Loren, Vittorio De Sica, Anna Magnani, Federico Fellini, Giuseppe Tornatore, Ennio Morricone, Roberto Benigni, Paolo Sorrentino, Gabriele Salvatores, Gianni Quaranta Milena Canonero, Dante Ferretti, Francesca Lo Schiavo, Nicola Piovani…. Attraverso i ricordi e gli incontri con i premiati, un viaggio tra Italia e America di Vincenzo Mollica – giornalista, cronista, critico appassionato di musica, cinema, fumetto, da più di quarant’anni interprete per la Rai dei maggiori eventi della cultura popolare, nazionale e internazionale – a cura del critico cinematografico Steve Della Casa.

Il libro è stato realizzato in occasione della presentazione dello storico accordo tra l’Academy of Motion Pictures e Luce Cinecittà, siglato dopo una lunga collaborazione tra le due istituzioni, che prevede una partnership almeno quinquennale all’interno del nuovo Museo Academy di Los Angeles disegnato da Renzo Piano, che verrà inaugurato nel corso dell’anno. L’accordo prevede la programmazione stabile di rassegne, mostre e attività dedicate al cinema italiano.

«L’Italia è il primo paese al mondo a chiudere un accordo di questa portata con la nuova creatura dell’Academy – spiega il Presidente e Ad di Istituto Luce Cinecittà, Roberto Cicutto –  Il nostro team e quello del Museo cureranno dunque una serie annuale di proiezioni di capolavori italiani e di programmi: si inizierà quest’anno con il tributo per il centenario della nascita di Federico Fellini, che festeggeremo già a partire da lunedì con una serie di iniziative in tutto il mondo, aventi come fulcro la rassegna di tutti i suoi film, interamente restaurati in digitale»

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