Quarto grado Noemi sta migliorando

Loris Gozi a  “Quarto Grado”: “La Giustizia ha fatto il suo corso”; “Sono contento per le cugine di Roberta, mi dispiace per i figli”

Il “supertestimone”, Loris Gozi, è intervenuto per commentare la decisione della Cassazione

Durante la puntata di “Quarto Grado” – onda ieri sera, mercoledì 10 luglio, su Retequattro – è arrivata la decisione della Cassazione nei confronti di Antonio Logli, condannato a 20 anni di reclusione per la morte e la distruzione del cadavere della moglie Roberta Ragusa.

La sentenza ha confermato la decisione della corte d’Appello di Firenze. Logli da sempre si è dichiarato innocente, smentendo la tesi di Loris Gozi, il “supertestimone” che abita a pochi metri dalla casa dei Logli. Il vicino ha raccontato agli inquirenti di aver visto Logli litigare con una donna: questo, nelle stesse ore in cui è stata vista per l’ultima volta Roberta Ragusa, il 14 gennaio 2012.

Gozi è intervenuto in diretta a “Quarto Grado” e ha commentato così la sentenza: «La giustizia ha fatto il suo corso: le cose sono andate così. Il signore ha ammazzato la moglie ed è giusto che sia andato in carcere. Poi, per quello che riguarda il processo, non l’ho più seguito perché è diventata una fiction… di Carmelo Abate e di altre persone. Non ho mai pensato di ritrattare la mia testimonianza, non scherziamo. A me non fa paura niente, non mi spavento. Sono contento per le cugine di Roberta. Mi dispiace per i figli, che hanno perso la madre e ora anche il padre. Però la giustizia è questa».

Il caso di Roberta Ragusa è ormai concluso ma resta l’amarezza per una vita spezzata che ha inevitabilmente spezzato altre vite. Impossibile immaginare il dolore dei figli che, fino alla fine, hanno creduto all’innocenza del padre. Inutili sono stati i tentativi di inquinare le indagini instillando il ragionevole dubbio, dagli avvistamenti presunti di Roberta, alla testimonianza della compagna e amica di Roberta, Sara Calzolaio. Troppi gli indizi contro Logli, dalla distruzione dei cellulari alla testimonianza di Gozi, hanno reso certa la sentenza dei giudici, con la condanna a venti anni di Antonio Logli.

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