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MOTEL K LOVE CONNECTION: la nuova produzione artistica di Jessica Cochis, Eros Cristiani e la nostra Miza Mayi. Disponibile negli Store dal 12 febbraio 2016.

“MOTEL K LOVE CONNECTION è il bellissimo ed interessante progetto musicale che sarà disponibile sul digitale https://itun.es/it/kLFQ_ dal 14 febbraio 2016. E’ la nuova e bellissima produzione artistica del trio Jessica Cochis, Eros Cristiani e Miza Mayi (che è già stata ospite della nostra Redazione concedendo una bellissima intervista ad Andrea Giostra).

Locandina Motel KPINKPOLKADOTS è, invece, un progetto musicale nato dall’idea di Jessica Cochis, nota sassofonista genovese, già musicista RAI; Mediaset; per due anni ha suonato anche al Festival di San Remo; ha suonato con Paolo Nutini e con tantissimi artisti di fama nazionale ed internazionale.

Jessica Cochis ha avuto l’idea di mettere insieme artisti talentuosi e di levatura internazionali quali Eros Cristiani e Miza Mayi.

Eros Cristiani è un musicista e produttore di diversi artisti: Mauro Pagani, Roberto Vecchioni, Stanley Jordan.

Miza Mayi è una bravissima artista poliedrica, di grandissimo talento, ed è stata lead vocal in TV da Chiambretti, lavora con Crozza, ha partecipato a Zelig, ha lavorato con Checco Zalone, e molti altri artisti di chiara fama nazionale ed internazionale. Per chi volesse conoscere un po’ più da vicino Miza Mayi, non può non leggere l’intervista che Miza ha concesso al nostro Magazine:

https://www.ilprofumodelladolcevita.com/miza-mayi-cantante-musicista-danzatrice-attrice-zelig-adesso-crozza-nel-paese-delle-meraviglie-un-talento-artistico-estremamente-affascinante-conversa-si-racconta-andr/

Jessica Cochis, con questa splendida ed intrigante opera musicale, ha voluto fonderne più caratteristiche musicali in un unico lavoro comprendente generi diversi quali: il nu jazz, il lounge, il deep house, il neo funky e l’elettro jazz. Sono sonorità cool e di tendenza che si collocano perfettamente nel mondo dei club più chic e alla moda sparsi per lo Stivale, ma che possono certamente essere esportati in altri contesti di cultura musicale internazionale.

La produzione è “pinkpolkadots I 2015 JC RecordS pinkpolkadots production”. Per accedere al link, basta cliccare su:

https://itun.es/it/kLFQ

Dalla stessa produzione “pinkpolkadots”, con etichetta JC RecordS, è nata da poco una nuova compilation dal titolo MOTEL K LOVE CONNECTION” di cui è Art Director e Arrangiatore Eros Cristiani; e Art Director e Producer Jessica Cochis.

Il cofanetto, che si compone di 2 CD, contiene 23 brani interpretati da Eros Kristyani, Jessica Cochis e Miza Mayi, con ospiti molto importanti quali: Roberto Gualdi, Marco Mangelli, Faso, Mario Arcari, Enzo Draghi, Gnu Quartet.

CD1: relax & wellness con brani d’atmosfera;

CD2: goody goody con brani più ritmati.

Noi della Redazione de “ilprofumodelladolcevita.com”, consigliamo ai nostri lettori di ascoltare i brani e le bellissime compilation di quest’opera musicale veramente interessante, che trovate anche:

PinkPolkaDots (Nu Jazz, Deep House, Funky) – Jessica Cochis, Eros Kristyani & Miza Mayi:

https://itunes.apple.com/it/album/pinkpolkadots-nu-jazz-deep/id1068104010?l=en

Andrea Giostra

Sono un appassionato di cinema, e come tale, quando guardo un film, mi lascio trascinare dalla narrazione e dalla successione delle scene. Guardo il film con ingenuità percettiva, non condizionata e non inquinata da sovrastrutture e preconcetti culturali, che non siano ovviamente quelle della mia personale esperienza di vita con i suoi vissuti e le emozioni (gioie e dolori) che hanno caratterizzato la mia storia e delle quali certamente non posso spogliarmi. Quello che a me interessa, quando guardo un film, sono solo le emozioni che ho provato. Quello che poi cerco di raccontare è il messaggio che mi è arrivato, le emozioni che ho vissuto e “subìto”, il pathos che mi è stato trasmesso durante la visione del film. Il cinema è l’espressione artistica contemporanea più completa e straordinaria che l’uomo potesse inventarsi. E se un film è in grado di suscitare emozioni, allora quel film non ha età. Come non ha età un brano musicale, come non ha età un dipinto importante, come non ha età una scultura straordinaria. Chi potrebbe, infatti, mai dire ascoltando un brano dei Beatles che quella è musica superata? Chi potrebbe mai dire guardando un quadro di Van Gogh che quello è un dipinto antiquato? Chi potrebbe mai dire guardando “La pietà” di Michelangelo che quella è una scultura anacronistica? Il cinema, così come qualsiasi vera arte, deve essere svestito dell’elemento tempo e della componente commerciale usa-e-getta che gli hanno appiccicato addosso i grandi produttori, le potenti lobby dei distributori internazionali, e talvolta anche alcuni registi che puntano più al business che alla qualità del prodotto. Il concetto commerciale di “consumismo” non appartiene e non può avere nulla a che fare con l’opera d’arte, e quindi neanche con il buon cinema. I film che io commento non tengono conto dell’anno di produzione e non tengono conto del tempo che è passato dalla sua prima proiezione. Il mio “sguardo” non è certamente quello dell’esperto critico cinematografico professionista che, essendo un grande conoscitore di film, registi, attori, tecniche di montaggio, fotografia, costumi, etc… etc…, ed avendo visto migliaia e migliaia di film, ha inesorabilmente perduto la spontaneità e l'innocenza osservativa ed emozionale dello spettatore comune che va al cinema, o vede un film a casa, con il solo intimo obiettivo di provare delle emozioni e distrarsi dalla sua quotidianità e dalle sue preoccupazioni. Il critico, con le sue complesse ed erudite sovrastrutture cinematografiche, ha perduto la componente più spontanea che un uomo, un osservatore/spettatore, deve possedere: l'innocenza dello sguardo e la libertà di lasciarsi trascinare dalle emozioni che si sprigionano da un’opera d’arte e ti colpiscono dritto al cuore ed alle membra. L’arte è qualcosa che sta tra l’oggetto e la persona. Non si trova né nell’oggetto, né nella persona: ma si materializza emozionalmente nel loro reciproco incontro. Da questo punto di vista, i critici cinematografici sono imprigionati in griglie di lettura che li costringono ad una amorfa parcellizzazione e settorializzazione dell'opera d'arte cinematografica e, pertanto, non sono più in grado di vedere la componente emozionale olistica e al contempo gestaltica del film. Quello che io penso è che non dobbiamo “fidarci” dei critici cinematografici professionisti, ma dobbiamo imparare a fidarci di noi stessi, di quello che sentiamo quando vediamo un film. Ognuno di noi, che ama il cinema, dispone degli strumenti necessari per capire se un film è bello oppure no, se è un’opera d’arte oppure no. E lo strumento di cui disponiamo è la nostra mente e il nostro cuore: il film ci ha regalato delle emozioni forti e vivide? Se la risposta è sì, allora è arte cinematografica. Se la risposta è no, allora non è arte. E’ un’altra cosa. Andrea Giostra