Home Musica Pennellate di…….Esperanto

Pennellate di…….Esperanto

Pennellate di…….Esperanto
Di Julie Hegel

Qualunque sia l’argomento che affronto, il mio obiettivo é sempre, per dirla con Steiner, di coglierne ” le vere presenze”.
Esperanto é un CD da poco in vendita, credo sia stato scritto molto, ma io non leggo mai le recensioni, non voglio subirne, mio malgrado, l’ influenza.
Preferisco ascoltare la musica a fondo, farle attraversare il cervello e poi dopo un percorso che non si controlla, permetterle di raggiungere l’anima.
Ma cos’è Esperanto? È un cd che contiene 9 brani , una esperienza musicale , un sorriso, un abbraccio, un mistero, una sorpresa.
La sensazione che ho avuto ascoltandola é la stessa che ho provato quando qualche tempo fa ho visitato una Mostra di Monet, per accedere alla sala dell’esposizione era stato preparato un passaggio, forse per iniziare un viaggio nel mondo del pittore, sulle pareti e sul pavimento veniva proiettato uno dei dipinti tra i più belli “Glicine”, il pubblico diventava parte del quadro e il quadro parte del pubblico. È la stessa sensazione che si prova ascoltando i brani di Esperanto :essere dentro la musica.
Esperanto é come un quadro di Monet, l’ impressione é una sensazione di calore, come quella di un cielo in una brillante giornata estiva. La musica nasce da armonie di toni che sfociano in una composizione animata da un movimento ritmico di rara eleganza.
I brani, tutti ,sono una pennellata di colore, “Rapido” é quello che io preferisco : è come respirare l’effetto fugace di una luce e, volendo,
azzardare un paragone, un po’ come i colori di Picasso che realizzano atmosfere che variano seguendo l’ inafferrabile velocità del pensiero e la mutevolezza delle emozioni .
É certo che questa leggerezza, questa dolcezza di suoni, mai melensa, sono frutto di uno studio e di una ricerca i cui risultati sono uno stupore. Non possiamo fare altro che lasciarci trasportare all’interno di un viaggio di note che mi piace definire” note dell’ universo”, tanto perché preferisco abbandonare quella denominazione di musica che commercialmente va sotto il nome di
” world music”.
Perché note dell’ universo? Ho ascoltato a lungo “Ishtar”, il secondo dei brani a me cari, ma sia che il brano sia legato alla traduzione”Luce risplendente”, sia che l’ispirazione venga da una dea di antichi popoli , non possiamo non abbandonarci alla suggestione di atmosfere luminose, inebriandoci dei richiami provenienti da musiche e culture diverse. Ad ogni accordo, come in uno stato di coscienza alterata, le impressioni sonore diventano immagini, prendono forma e risvegliano sensazioni profonde evocando i profumi di quei deserti mediorientali dove l’odore degli agrumi e quello del mare si mescolano e sollecitano tutte le cellule olfattive. Di certo, non si fa fatica a condividere Herder quando definisce la musica come il “linguaggio magico dei sentimenti”.
Volutamente non mi soffermo sull’analisi degli altri brani, tutti devono sentirsi liberi di risvegliare quelle sensazioni che, qualunque sia il tipo di arte, sono e devono essere personali.
Prima di concludere vorrei solo aggiungere qualcosa sui musicisti che hanno dato vita e ” voce” a questi brani.
Luca Falomi, un chitarrista a metà strada tra Al Di Meola e Paco De Lucia, due pietre miliari della chitarra. Luca Falomi si distingue perché di
Al Di Meola ha la tecnica rigorosa e di Paco De Lucia, la velocità, la sensibilità e la passione.
Riccardo Barbera con il suo contrabbasso da un contributo essenziale.
È dal contrabbasso che tutti i brani trovano ritmo, brillantezza, e armonia.
Rodolfo Cervetto, cosa sarebbe un brano musicale senza batteria, è l’impalcatura ritmica. Quello che meglio definisce questo musicista é la finezza, l’eleganza, la leggerezza, mai rumoroso, mai a coprire i suoni del gruppo. Tutto si concentra poi in una tecnica che gli permette un dialogo tra strumenti, una capacità piuttosto rara.
Fausto Beccalossi e Javier Girotto musicisti di fama internazionale hanno contribuito ad arricchire i brani con il fascino e la poesia del fisarmonica e del sax
Ho iniziato con Monet concludo con Monet.
Esperanto é come il quadro delle ” Ninfee”, cosi come nel dipinto le pennellate, anche le note dei brani si sviluppano e si avviluppano in vortici misteriosi e danzano e fluttuano nella nell’aria profumata .