Non è di tutti i giorni assistere ad un dibattito sull’europeismo tra nientemeno che Steve Bannon e l’ex ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda: due veri e propri avversari politicamente corretti che hanno discusso, nel corso di un dibattito organizzato nella sede dell’agenzia Comin & Partners a Palazzo Guglielmi, dibattito che per poco non si è trasformato in scontro anche con la moderatrice Lucia Annunziata che, punta sul vivo da una frase poco elegante di Calenda, ha vivacemente, da giornalista professionalmente dotata quale é, con una certa dose di signorilità reagito.

Nel corso del dibattito Bannon ha affermato che secondo le sue previsioni con le  prossime elezioni europee potrebbe verificarsi un vero e proprio terremoto che porterebbe i sovranisti a quota 50%; inoltre l’ex consigliere dell’attuale Presidente USA ha giudicato Trump. Salvini ed il Presidente brasiliano Bolsonaro i politici attualmente “ più importanti al mondo “.

Bannon punta a riorganizzare la destra nazional populista europea al fine di addivenire alla conquista di Bruxelles e sta operando in tal senso da oltre dieci anni, godendo della stima del Presidente Trump; giudica altresì il ruolo dell’Italia come assolutamente centrale all’interno del suo progetto. Secondo  il politico americano la politica di Salvini e di Di Maio rende in questo momento l’Italia, politicamente, il paese più importante al mondo.

Diversamente, Carlo Calenda, nella sua esposizione alquanto contrastata da Bannon, ha evidenziato come il popolo italiano sia dotato di un animo fortemente europeista; purtroppo, però, secondo Calenda, combattere l’antieuropeismo è argomento fortemente difficoltoso.

Secondo Bannon i tecnocrati di Bruxelles e di Francoforte, stanno lavorando alacremente per la distruzione dell’Italia: replica invece Calenda sostenendo che la BCE attraverso il suo operato, particolarmente con il Quantitave Easing, ha fortemente operato per il salvataggio della nostra nazione.

Al riguardo dei nuovi rapporti instaurati dall’Italia con la Cina Bannon ha  affermato di aver sconsigliato la Lega ( il cui populismo è rappresentato da Salvini ) di siglare il memorandum che ha invece firmato Di Maio perché ritiene che in tal modo il nostro paese finisca per essere praticamente colonizzato e l’Europa, che sta cadendo a pezzi, non potrà riuscire ad arginare l’espansionismo cinese. Da qui la necessità di fortificare tutti gli stati europei e creare finalmente un “ Europa delle nazioni “ perché quella attuale è semplicemente una organizzazione di persone elette nei singoli stati aderenti, ma poi gestita in forma pressoché dittatoriale da Bruxelles e da Francoforte.

Sul punto, l’accordo tra i due protagonisti del dibattito è pieno ed incondizionato, confermando la pericolosità del “ memorandum of under standing “ recentemente firmato da Di Maio che, secondo i due, deve procedere da ora in poi, nella sua attuazione, con molta circospezione.

L’esodo dei giovani dall’Italia è colpa, secondo Bannon, del fatto che l’Europa, con il tipo di politica corrente, impedisce lo sviluppo della nostra nazione; inoltre la politica dei partecipanti al World Economic Forum ( accordi di Davos ) rappresenta una forma di neo feudalesimo che fa tornare indietro di secoli il nostro paese.

Il dibattito si è concluso con una sarcastica affermazione
dell’ex ministro italiano che ha esortato Bannon ad istruirsi ulteriormente se intende veramente diventare il consulente della politica nazionalista europea.

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