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Un cortometraggio con Valentina Bellè fa incetta di premi

“La Napoli di mio padre”, lo short documentary di Alessia Bottone, sta facendo incetta di premi e selezioni ai festival.

Valentina Bellè


Il cortometraggio (20 minuti) mette in relazione un padre, Giuseppe, con la figlia, Alessia. Quest’ultima, interpretata dalla splendida Valentina Bellè (“Dolceroma”, “L’uomo del labirinto”), si interroga sui ricordi che animano lo sguardo del genitore, affiancando a poco a poco i propri occhi ai suoi: il ritorno assieme a lui in quella Napoli da cui Giuseppe era partito in gioventù le permette di svelare il mistero del suo sguardo e di specchiarsi con lui nei nuovi migranti che, oggi come allora, abitano la città.


“La Napoli di mio padre” è Prodotto dalla stessa regista sceneggiatrice in collaborazione con Archivio Audiovisivo del MOVIMENTO OPERAIO e DEMOCRATICO, Istituto Luce e K-Studio ed è stato sviluppato all’interno del Premio Cesare Zavattini (edizione 2018/19) con materiali dell’Archivio AAMOD, Istituto Luce Cinecittà, Home Movies e per concessione della Fondazione Cineteca di Bologna.


Al momento il cortometraggio ha collezionato diciannove selezioni e otto premi.
Roma Film Corto dicembre 2020: Menzione Speciale della Direzione Artistica;
Miglior documentario del Coffi Film Festival;
CortOglobo di Vietri sul Mare dicembre 2020 sezione Documentari:
Vincitore della Sezione Human Rights Youth del Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli (28 novembre 2020);
Vincitore del Trofeo di Categoria Discovery Campania alla 74esima edizione del Salerno Film Festival (dicembre 2020);
Vincitore di due premi al Festival Filoteo Alberini: Miglior Montaggio e Migliore Sceneggiatura;
Premio Miglior Film al Festival Ethnos (12 settembre 2020);
Menzione Speciale al Bellaria Film Festival (27 settembre 2020);
Selezionato anche in Brasile al Festival FriCine di Rio de Janeiro 2021, in Spagna al Festival Etnografica 2020, finalista al Matera Film Festival 2020, al Sedicicorto Film Festival, al Sign of the Nuit di Bangkok (luglio 2020), al Free Aquila Film Festival di Roma, al Festival Corto Dino de Laurentiis (novembre 2020), al Festival Via dei Corti (gennaio 2021), al Varese Film Festival 2020 e alla 42esima edizione del Festival Cinema e Donne di Firenze.

Alessia Bottone

Alessia Bottone è anche giornalista e dottore in Istituzioni e Politiche per i Diritti Umani e la Pace. Nel 2017 ha conseguito il Master in Sceneggiatura Carlo Mazzacurati dell’Università degli Studi di Padova. Si è occupata della regia e della sceneggiatura del cortometraggio “Violenza invisibile”, dedicato alla violenza psicologica sulle donne, e dei due documentari “Ritratti in controluce” e “Ieri come oggi”.
Nel 2013 ha pubblicato “Amore ai tempi dello stage” (Galassia Arte), e due anni dopo, “Papà mi presti i soldi che devo lavorare?” (Feltrinelli). Nel 2017 le sono stati riconosciuti alcuni premi per le sue inchieste. Tra questi: il “Premio giornalistico Claudia Basso” per l’inchiesta Pfas, il “Premio
Alessandra Bisceglia” per la comunicazione sociale e infine il “Premio Massimiliano Goattin” per la realizzazione di una video-inchiesta sulle barriere architettoniche. E infine, appunto, nel 2018 è rientrata tra i finalisti del “Premio Cesare Zavattini” per la realizzazione di progetti di riuso creativo del cinema d’archivio e del “Premio Luzzati” per cortometraggi. Qui è nato “La Napoli di mio padre”, il suo primo cortometraggio a base di archivio.

Massimo Nardin, diplomato in Fotografia allo IED Istituto Europeo di Design, è dottore di ricerca in Scienze della comunicazione e organizzazioni complesse. Presso l’Università Lumsa di Roma è titolare delle cattedre di Teorie e tecniche del linguaggio audiovisivo, Sceneggiatura e Costruzione della Scena digitale. Ha pubblicato, tra l'altro, “Evocare l’inatteso. Lo sguardo trasfigurante nel cinema di Andrej Tarkovskij” (ANCCI, 2002), “Il cinema e le Muse. Dalla scrittura al digitale” (Aracne, 2006) e “Il giuda digitale. Il cinema del futuro dalle ceneri del passato” (Carocci, 2008). Ha scritto e diretto quattro cortometraggi. Nel 2007 la sua sceneggiatura per lungometraggio “Transilvaniaburg” ha vinto il primo premio al concorso internazionale “Salvatore Quasimodo”; nel 2010, il MiBAC ne ha finanziato lo sviluppo.