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Visita Istituzionale del Governo Renzi al Museo Geologico Gemmellaro di Palermo, con il Sottosegretario al MIUR On. Davide Faraone.

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Il Museo Geologico Gemmellaro di Palermo ha avuto l’onore della visita istituzionale del Governo Renzi, nella persona del Sottosegretario al MIUR On. Davide Faraone. La visita istituzionale nasce dalle innovative installazioni virtuali che hanno reso il Museo Gemmellaro in piena sintonia con i tempi moderni, caratterizzati dall’informatica e dalle nuove tecnologie multimediali ed interattive. Le Opere realizzate, di Cultura ad Impatto Aumentato e di Realtà Virtuale, hanno certamente reso il museo più dinamico, più interattivo ed estremamente attrattivo sia per i giovani studenti delle scuole medie e medie superiori siciliane, sia per le visite didattiche, sia per gli appassionati di Paleontologia e Geologia, considerato che il Museo Gemmellaro custodisce oltre 600.000 reperti tra fossili e rocce, rappresentativi di tutte le Ere geologiche.

In occasione della visita istituzionale, il Sottosegretario al MIUR On. Davide Faraone si è molto congratulato con il Direttore del Museo, Prof. Valerio Agnesi e con il Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Palermo, Prof. Fabrizio Micari, che in collaborazione con la società Media & Service di Palermo, hanno realizzato e creato degli elementi innovativi di realtà virtuale e di cultura ad impatto aumentato all’interno di un Museo Geologico che, in tal modo, riesce ad attrarre non soltanto appassionati delle scienze della terra ma anche giovani e adulti amanti delle nuove tecnologie immersive e multimediali.

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L’incontro è stato bello e proficuo ed emerge chiaramente una struttura che funziona – ha detto a conclusione della visita istituzionale il Sottosegretario On. Davide Faraoneche ha saputo conciliare i reperti geologici con la necessità di una innovazione tecnologica nella comunicazione e nella fruizione del Museo. Siamo riusciti a creare le condizioni perché si possa generare patrimonio dai Musei, cosa che negli anni passati non è mai avvenuto, e il Museo Gemmellaro ha tutte le caratteristiche per poterlo fare!“.

Il Magnifico Rettore Prof. Fabrizio Micari, ha successivamente aggiunto che: “L’Università degli Studi di Palermo rivolge grandissima attenzione al suo sistema museale, che deve essere potenziato, che deve essere valorizzato, che costituisce una ricchezza straordinaria per la città di Palermo, e che deve anche costituire sempre di più un veicolo di attrazione nei confronti dei giovani. Io credo che nella logica della scelta dell’Università degli Studi di Palermo, ossia di quali sono le ragioni per scegliere la nostra Università come luogo dove studiare e dove formarsi, la presenza di un sistema museale del livello del Museo Geologico Gemmellaro, sia certamente uno degli elementi più importanti.”

Pochissimi in Italia sanno che il Museo Geologico Gemmellaro è uno dei più importanti musei geopaleontologici d’Europa ed è, al contempo, il più ricco di reperti paleontologici recuperati da scavi effettuati in Sicilia in oltre 200 anni di studi e ricerche; come già detto il patrimonio del museo è costituito da oltre seicentomila reperti, tra fossili e rocce, rappresentativi delle Quattro Ere Geologiche – 1) Precambriano; 2) Paleozoico (vita antica); 3) Mesozoico (vita intermedia); 4) Cenozoico (vita recente).

La maggior parte dei reperti sono frutto dei lavori di scavi che si sono susseguiti in circa 200 anni di attività degli studiosi dell’Ateneo palermitano. Il Museo Gemmellaro è di proprietà dell’Università degli Studi di Palermo e costituisce una sezione del Dipartimento di Scienze della Terra e del Mare; esso “racconta”, con i suoi preziosi reperti esposti, una storia geologica lunga circa 300 milioni di anni.

Il percorso espositivo, che si snoda su un’area di quasi 1000 m2, consente di ammirare rocce e fossili che, integrati da numerosi diorami e ricostruzioni paleo-ambientali, illustrano la storia geologica della Sicilia, partendo dai più antichi fossili: il Permiano della valle del Sosio, circa 270 milioni di anni fa; le Ammoniti mesozoiche; i Cristalli delle Zolfare siciliane; gli “elefanti” che popolavano la Sicilia circa 200.000 anni fa.

Il Museo Geologico Gemmellaro ha una lunga e interessantissima storia, che per certi versi è parte integrante della storia della cultura del nostro Paese, l’Italia.

Il Museo Geologico venne fondato nel 1861 da Gaetano Giorgio Gemmellaro, che fu il primo professore di geologia e mineralogia dell’Ateneo palermotano.

Gaetano Giorgio Gemmellaro era nato nel 1832 ed era figlio di Carlo, Professore di storia naturale all’Università di Catania e profondo conoscitore dell’Etna.

Grazie al padre, Gaetano Giorgio divenne presto un promettente geologo, in contatto con i principali studiosi dell’epoca, tra cui l’inglese Charles Lyell, considerato il padre della moderna geologia; grazie proprio all’amicizia con Lyell, oltre che alla sua profonda conoscenza della geologia in ambiente vulcanico, il giovane Gaetano Giorgio ricevette dal Governo Britannico, nel 1860, l’incarico di effettuare rilevamenti geologici nelle Isole Canarie.

Tuttavia, mentre si trovava a Marsiglia per imbarcarsi per le Canarie, appresa la notizia dello sbarco garibaldino in Sicilia, Gaetano Giorgio Gemmellaro decise di ritornare nell’isola e, aggregatosi ai mille, prese parte ai combattimenti per la presa di Catania.

Grazie alle sue benemerenze garibaldine, oltre che alla sua fama di studioso, venne subito nominato professore di geologia e mineralogia presso l’Università di Palermo dal Prodittatore della Sicilia, Antonio Mordini.

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Gemmellaro fu un docente di chiara fama e un ricercatore conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo, soprattutto per i suoi studi sulle Ammoniti; durante il suo lungo magistero fu anche Rettore dell’Ateneo di Palermo, dal 1874 al 1876, e poi dal 1881 al 1883, e nel 1892, vene nominato Senatore del Regno d’Italia.

Lo stesso Gaetano Giorgio Gemmellaro, che aveva lavorato a centinaia di scavi geologici e paleontologici, sistemò ed ampliò il museo geologico, che esisteva sin dai primi dell’800, come Gabinetto di Storia Naturale, dandogli una veste nuova e ampliando le collezioni esistenti, sia attraverso opportuni acquisti e cambi, sia attraverso i reperti che lui ed i suoi collaboratori andavano scoprendo nelle numerose campagne di studio e ricerca.

Negli oltre quarant’anni della sua direzione (Gemmellaro morì nel 1904) il Museo accrebbe la sua fama e divenne uno dei principali musei geo-paleontologici europei.

Fin dalla sua costituzione il Museo geologico fu collocato presso la Casa dei Padri Teatini di via Maqueda a Palermo, oggi sede dei dipartimenti giuridici dell’Università. I bombardamenti alleati del 1943 costrinsero ad una chiusura temporanea del Museo e tutti i preziosissimi reperti vennero imballati e salvati con cura; nel 1965, per far fronte ad esigenze di spazio per le segreterie didattiche, il museo venne definitivamente chiuso.

Il Museo riaprì i battenti nel 1975, nella nuova (ed attuale) sede di corso Tukory 131, dove intanto era stato trasferito l’Istituto di Geologia. Pur non disponendo di spazi adeguati (il museo venne collocato in un unico salone al piano terra), venne realizzato, grazie all’opera dell’allora direttore prof. Giuliano Ruggieri e del conservatore dr. Enzo Burgio, un l’allestimento espositivo che illustrava la storia geologica della Sicilia.

Oggi il Museo Geologico Gemmellaro dell’Università degli Studi di Palermo è diretto dal Geologo Prof. Valerio Agnesi.

Nel quadro di una ristrutturazione del museo e dell’ampliamento e dell’ammodernamento dei saloni espositivi, il 6 febbraio 2015, in collaborazione con la società Media & Service s.c. di Palermo, sono state inaugurate tre Installazioni Virtuali e di Cultura ad Impatto Aumentato. L’Opera è stata realizzata grazie al contributo, in co-finanziamento, della Regione Siciliana, Assessorato dei Beni Culturali, che ha reso il Museo Gemmellaro molto più attrattivo, dinamico, interessante e con visite che risultano immersive e interattive per il visitatore.

Le tre installazioni virtuali sono visibili nei due video i cui link troverete alla fine di questo articolo:, uno slide-show photos (che mostra più di 150 foto del Museo Gemmellaro, con alcune foto che riguardano i lavori in corso per realizzare le installazioni virtuali) di 4 minuti circa; uno video scientifico della durata di 1 minuto di presentazione del museo e delle installazioni di cultura ad impatto aumentato; un ultimo video della durata di 2 minuti che riguarda la visita istituzionale del Sottosegretario al MIUR On. Davide Faraone.

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Le installazioni virtuali e di cultura ad impatto aumentato prevedono:

  1. una visita immersiva all’interno di un vulcano in eruzione;

  2. la ricostruzione della storia dei primi abitanti di Sicilia dei quali il ritrovamento dello scheletro di Thea, vissuta circa 13000 anni fa, che rappresenta la donna più antica dell’Isola;

  1. una proiezione all’interno della mandibola ricostruita di Carcharodon megalodon, squalo vissuto tra i 50 e i 2 milioni di anni fa, che le stime scientifiche hanno calcolato 20 volte più grande dell’attuale dello Squalo Balena, che oggi risulta essere lo squalo più grande vivente. La ricostruzione della mandibola dello squalo preistorico del Museo Gemmellaro rappresenta, di fatto, quella più grande al mondo, ricostruita sulla base della dentatura.

Andrea Giostra

Per informazioni e prenotazioni per le visite guidate al Museo Geologico Gemmellaro di Palermo, basta rivolgersi ai seguenti recapiti:

Prof. Valerio Agnesi (Direttore del Museo Geologico Gemmellaro)

valerio.agnesi@unipa.it

Corso Tukory n. 131 – 90134 Palermo (PA)

+39 091 2386 4665

+39 091 2386 4693

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Per ulteriori informazioni sul Museo Geologico Gemmellaro di Palermo, si possono consultare i link posti a seguire:

Museo Geologico Gemmellaro – slide-show photos by Andrea Giostra (durata 4 minuti circa):

https://www.youtube.com/watch?v=1pUHahZSoes&feature=youtu.be

Museo Geologico Gemmellaro – Pagina Facebook ufficiale:

https://www.facebook.com/museo.gemmellaro ;

Museo Geologico Gemmellaro – Video Youtube (durata 2 minuti) della visita istituzionale del Governo Renzi, con il Sottosegretario al MIUR On. Davide Faraone:

https://www.youtube.com/watch?v=vxu_5av0U8A&nohtml5=False ;

Museo Geologico Gemmellaro – promo installazioni virtuali (durata 34 secondi):

https://www.youtube.com/watch?v=fuVdJvimopA&nohtml5=False ;

Museo Geologico Gemmellaro – video scientifico Youtube (durata 1 minuto):

https://www.youtube.com/watch?v=eDYrV-PRFTM ;

Museo Geologico Gemmellaro – pagina dedicata al Museo da “Arcadeisuoni” della Regione Siciliana Assessorato Beni Culturali:

http://www.arcadeisuoni.org/index.php/archivio-audio/copia-2/details/13/645-geovisual-installazioni-virtuali-al-museo-gemmellaro-video?format=html ;

Museo Geologico Gemmellaro – Pagina Wikipedia:

https://it.wikipedia.org/wiki/Museo_di_paleontologia_e_geologia_Gaetano_Giorgio_Gemmellaro ;

Museo Geologico Gemmellaro – Museo Italia. Il Portale dei Musei Italiani:

http://www.museionline.info/tipologia/item/museo-di-paleontologia-e-geologia-g-g-gemmellaro.html ;

Museo Geologico Gemmellaro – Servizio SICILIA REPORT TV:

https://www.youtube.com/watch?v=a_0FFqlRlbY ;

Museo Geologico Gemmellaro – Slide-Show reperti del Museo (durata 4,30 minuti):

https://www.youtube.com/watch?v=9KyxJKb7oas&nohtml5=False ;

I lettori che volessero conoscere l’autore dell’articolo, Andrea Giostra, potranno consultare la sua Pagina Facebook Ufficiale:

https://www.facebook.com/AndreaGiostraFilm/ .

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Sono un appassionato di cinema, e come tale, quando guardo un film, mi lascio trascinare dalla narrazione e dalla successione delle scene. Guardo il film con ingenuità percettiva, non condizionata e non inquinata da sovrastrutture e preconcetti culturali, che non siano ovviamente quelle della mia personale esperienza di vita con i suoi vissuti e le emozioni (gioie e dolori) che hanno caratterizzato la mia storia e delle quali certamente non posso spogliarmi. Quello che a me interessa, quando guardo un film, sono solo le emozioni che ho provato. Quello che poi cerco di raccontare è il messaggio che mi è arrivato, le emozioni che ho vissuto e “subìto”, il pathos che mi è stato trasmesso durante la visione del film. Il cinema è l’espressione artistica contemporanea più completa e straordinaria che l’uomo potesse inventarsi. E se un film è in grado di suscitare emozioni, allora quel film non ha età. Come non ha età un brano musicale, come non ha età un dipinto importante, come non ha età una scultura straordinaria. Chi potrebbe, infatti, mai dire ascoltando un brano dei Beatles che quella è musica superata? Chi potrebbe mai dire guardando un quadro di Van Gogh che quello è un dipinto antiquato? Chi potrebbe mai dire guardando “La pietà” di Michelangelo che quella è una scultura anacronistica? Il cinema, così come qualsiasi vera arte, deve essere svestito dell’elemento tempo e della componente commerciale usa-e-getta che gli hanno appiccicato addosso i grandi produttori, le potenti lobby dei distributori internazionali, e talvolta anche alcuni registi che puntano più al business che alla qualità del prodotto. Il concetto commerciale di “consumismo” non appartiene e non può avere nulla a che fare con l’opera d’arte, e quindi neanche con il buon cinema. I film che io commento non tengono conto dell’anno di produzione e non tengono conto del tempo che è passato dalla sua prima proiezione. Il mio “sguardo” non è certamente quello dell’esperto critico cinematografico professionista che, essendo un grande conoscitore di film, registi, attori, tecniche di montaggio, fotografia, costumi, etc… etc…, ed avendo visto migliaia e migliaia di film, ha inesorabilmente perduto la spontaneità e l'innocenza osservativa ed emozionale dello spettatore comune che va al cinema, o vede un film a casa, con il solo intimo obiettivo di provare delle emozioni e distrarsi dalla sua quotidianità e dalle sue preoccupazioni. Il critico, con le sue complesse ed erudite sovrastrutture cinematografiche, ha perduto la componente più spontanea che un uomo, un osservatore/spettatore, deve possedere: l'innocenza dello sguardo e la libertà di lasciarsi trascinare dalle emozioni che si sprigionano da un’opera d’arte e ti colpiscono dritto al cuore ed alle membra. L’arte è qualcosa che sta tra l’oggetto e la persona. Non si trova né nell’oggetto, né nella persona: ma si materializza emozionalmente nel loro reciproco incontro. Da questo punto di vista, i critici cinematografici sono imprigionati in griglie di lettura che li costringono ad una amorfa parcellizzazione e settorializzazione dell'opera d'arte cinematografica e, pertanto, non sono più in grado di vedere la componente emozionale olistica e al contempo gestaltica del film. Quello che io penso è che non dobbiamo “fidarci” dei critici cinematografici professionisti, ma dobbiamo imparare a fidarci di noi stessi, di quello che sentiamo quando vediamo un film. Ognuno di noi, che ama il cinema, dispone degli strumenti necessari per capire se un film è bello oppure no, se è un’opera d’arte oppure no. E lo strumento di cui disponiamo è la nostra mente e il nostro cuore: il film ci ha regalato delle emozioni forti e vivide? Se la risposta è sì, allora è arte cinematografica. Se la risposta è no, allora non è arte. E’ un’altra cosa. Andrea Giostra