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Amoreodio: dell’apatia e dell’odio nelle famiglie

Amoreodio: dell’apatia e dell’odio nelle famiglie

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AMOREODIO:  DELL’APATIA E DELL’ODIO NELLE FAMIGLIE. Recensione di Andrea Gentili. Katia, ragazza di provincia, vive in un inferno tempestoso la sua vita: apatica, frustrata, in eterno conflitto con i suoi genitori, gironzolando per le vie del paese a bordo di uno scooter guidato dal suo “ fidanzato “ Andrea.  Andrea è un altro sconsiderato che finirà, per debolezza e perché completamente in balia di Katia, con il commettere un atroce crimine.  Entrambi insoddisfatti della loro vita sfogano le delusioni che vivono costantemente dedicandosi all’alcool ed al sesso più o meno sfrenato: lei, in particolare, non è solo di Andrea ma anche di altri ragazzi ai quali, concedendosi, dona l’illusione di essere grandi e sicuri, non, però, soddisfatti.

L’odio che Katia esprime verso i suoi genitori, dettato particolarmente dal fatto che non ha ideali, è vieppiù ingigantito perché il padre e la madre non tollerano che la figlia frequenti  Andrea, un carattere  schivo, di costituzione gracile, privo di personalità; particolare rifiuto è espresso da Katia verso la madre perché la ritiene responsabile del suo cattivo rendimento scolastico; di contro Katia si sente maltrattata e trattata in maniera diversa dal suo fratello Matteo, e così la frustrazione di Katia è qualche volta espressa in rituali sessuali consumati all’interno di un desolante casale abbandonato che rappresenta proprio la tristezza dei loro animi e l’apatia che esprimono in ogni loro gesto o atteggiamento.

Per Katia la trasgressione è tutto e tutto fa senza passione alcuna, sempre ribellandosi fino a quando in lei sorge l’idea di una azione clamorosa, evidente, sensazionale e tale che possa indurla ad una sorta di emancipazione interiore che significherebbe per lei la soddisfazione e la vendetta verso tutto quanto la circonda: chiede così una “ prova d’amore “ ad Andrea che, non potendo rinunciare a lei perché è il suo unico bene, accetta di partecipare alla realizzazione di un vero e proprio crimine, un crimine lentamente concepito, altrettanto lentamente elaborato che – però – non potrà che portarli verso il definitivo distacco dalla realtà.

Il film è letteralmente sconvolgente per la crudezza, per il trionfo della noia e soprattutto per l’apatia che emerge dallo svolgimento dei fatti e per il menefreghismo che inonda alcuni tipi di famiglie che hanno rinunciato ad allevare i figli come vorrebbe la natura; un trattato sull’adolescenza che fa rivivere in ognuno di coloro cha ha assistito alla proiezione l’idea del delitto di Novi Ligure che vide coinvolti Omar ed Erika ora eletti a simbolo del vuoto e della noia in una disperata ricerca del nulla e del limbo dell’esistenziale dell’adolescenza e delle reazioni inconsulte alle quali ricorrono quei giovani che dalle famiglie hanno aspirato soltanto odio e criminale disattenzione.

Con questo film Cristian Scardigno esordisce come regista, scenografo ed  autore del soggetto, un soggetto che è tratto dal vero, dal vissuto e non soltanto per il richiamo ai fatti di Novi Ligure, ma perché, purtroppo, è un triste richiamo alla realtà di oggi che vede gli adolescenti sbandati e spesso privi dell’appoggio morale e materiale delle loro famiglie impegnate in una dura lotta per sopravvivere materialmente in un periodo di crisi morale materiale che provoca assenza di quella presenza familiare che dovrebbe essere la base dell’educazione impartita dalla famiglia.

Nelle sale dal 9 ottobre, Amoreodio verrà distribuito in maniera autonoma da Underdog Film.

Tra gli interpreti segnaliamo la bella interpretazione di Raffaele Buranelli. Gianluca Camisa, Miche Degirolamo, Francesca Ferrazzo, Pierluigi Francione, Lorenzo Mangiapelo e Chiara Petruzzelli che con la loro collegiale partecipazione ci fanno restare inermi ad osservare, qualche volta a giudicare quanto ci gira intorno e senza fermarsi a domandarsi il  “ perché accade “.

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