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Billy Elliot arriva al Sistina…era ora!

Billy Elliot arriva al Sistina…era ora!

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Era ora! Al Sistina è di scena “ Billy Elliot, il Musical “ in versione ed in lingua italiana. Recensione di Andrea Gentili

Billy Elliot al Sistina

Billy Elliot al Sistina

Dopo aver debuttato nel 2005 al Victoria Palace di Londra in versione inglese ed a completamento della trilogia iniziata con “ The Full Monty “ e “ Jesus Christ Superstar “ la versione italiana di Massimo Romeo Piparo chiude la stagione del Teatro Sistina con un gran bel lavoro che racconta le fatiche e le speranze del figlio di un minatore inglese la cui famiglia, contrariamente alle sue aspirazioni, vorrebbe indirizzarlo alla carriera del pugile e non a quella di danzatore alla quale aspira fortemente.
L’ambiente è quello dello sciopero dei minatori inglesi del 1984 contro i provvedimenti che il governo Thatcher adottò per risanare le finanze nazionali fortemente in crisi e l’argomento è tratto dall’omonimo romanzo di Melvin Burgess del 2001 nel quale è descritta la vera storia di un grande ballerino: Philip Mosley il quale, orfano di madre, vive con la nonna, il padre ed il fratello in una modestissima abitazione ( padre e fratello lavorano in miniera ) ed è obbligato dal padre, convinto che questo posa in futuro dare un avvenire al figlio, a frequentare una palestra per essere avviato alla carriera di pugile.
Ma l’aspirazione del ragazzo è quella di frequentare i corsi di danza di Mrs. Wilkinson; il padre di Billy vede però nella danza maschile un chiaro riferimento ad eventuali tendenze omosessuali del figlio che nelle sue aspirazioni è confortato soltanto dalla nonna.
Un giorno in cui parte della palestra in cui è obbligato a boxare, senza alcun successo, è utilizzata anche per lezioni di danza, Billy osserva le ragazze danzatrici e prova ad imitarle: Mrs. Wilkinson comprende che il ragazzo è tendenzialmente portato alla danza e segretamente lo aiuta a prendere lezioni; nel frattempo scoppia lo sciopero dei minatori e la situazione economica della famiglia Elliot peggiora, si verificano scontri con la polizia e l’allenatore di boxe di Billy avvisa il padre del ragazzo che questi non frequenta più la palestra: segue la violenta reazione dell’uomo che, però è abilmente contrastata dall’insegnante di danza che induce l’uomo a far tentare al figlio di entrare nella prestigiosa Royal Ballet School di Londra; nel frattempo, in uno scontro con la polizia, viene arrestato il fratello di Billy, Tony, che ha sempre accusato l’insegnante di danza di essere una borghese non in grado di comprendere le esigenze di una famiglia di minatori in sciopero, peraltro in vista di un freddissimo inverno.
I sacrifici che seguono allo sciopero ed il freddo costringono il padre di Billy a bruciare, per riscaldarsi, il vecchio pianoforte della madre al quale il ragazzo era fortemente affezionato e, la notte di Natale, Billy ed un suo amico vengono sorpresi dal padre a danzare in palestra: l’uomo si rende conto che le aspettative del figlio non sono infondate; accetta così la proposta dell’insegnante Mrs. Wilkinson di accompagnare a Londra il figlio per la tanto desiderata audizione alla Royal Ballet School.
Il viaggio a Londra si preannuncia costoso e la famiglia di Billy non è in condizioni economiche tali da poterlo affrontare: il padre, orgoglioso, rifiuta il generoso aiuto economico dell’insegnante di danza e, per sostenere il figlio, decide di porre fine, con grande dispiacere, alla sua partecipazione allo sciopero provocando con ciò una durissima reazione dell’altro figlio, Tony, che lo accusa di crumiraggio e che però, vedendo il padre piangere di dolore ma pieno di speranze per l’avvenire di Billy, decide di aiutarlo nell’impresa; convince così i minatori ad organizzare una raccolta di fondi che, insieme ai gioielli della povera mamma di Billy, aiuteranno il ragazzo ad andare a Londra dove finalmente sarà riconosciuta la sua vocazione ed entrerà nel corpo di ballo della scuola.
Billy diviene famoso ed è la star del Royal Ballett quando il padre ed il fratello si recano a Londra per assistere alla sua esibizione ne “ Il Lago dei Cigni “ e chiedono di informare il ragazzo della loro presenza in sala: seduto accanto a loro c’è il ragazzo che nella notte di Natale di alcuni anni prima aveva ballato, da donna, insieme a Billy: la commozione è grande e quando Billy entra in scena spiccando un gran balzo verso l’alto come se fosse un maestoso cigno rimangono folgorati dalla visione; in quel momento capiscono che tutti i sacrifici, le liti, i contrasti verificatisi prima vengono azzerati dal successo ottenuto dall’ormai famoso ballerino: grazie ai sacrifici ed alle vicissitudini subite Billy ha ormai raggiunto la fama ed il successo che dentro di se capiva di poter raggiungere.
Lo spettacolo evidenzia senza mezzi termini il tema dell’omosessualità maschile con testi di Lee Hall e musiche eseguite dal vivo dall’orchestra diretta dal maestro Emanuele Friello; spettacolari le coreografie ed i costumi di Teresa Caruso e di Cecilia Betona che ben si sono adattate al palcoscenico del teatro Sistina; meritano un grande plauso Luca Biagini nei panni del padre, Cristina Noci che interpreta in maniera clamorosa la parte della nonna di Billy, Donato Altomare che interpreta il fratello e, bravissima, Sabrina Marciano nella parte di Mrs. Wilkinson l’insegnante di danza caparbia dalla quale parte tutto il successo di Billy e, soprattutto il corpo di ballo composto dalle “ Children Tappers “ di Graziella Di Marco e da altri quindici altri performer tutti veramente molto bravi.
Una particolare osservazione per le scene mobili con le quali Teresa Caruso ha saputo ricostruire grandi ambienti in poco spazio e per le coreografie di Roberto Croce che hanno saputo stemperare la durezza dell’ambiente dei minatori, la povertà della famiglia di Billy e, soprattutto, gli scontri con la polizia riuscendo, con adattissime dazioni di luci, a rendere fruibilissimo al pubblico che ha atteso quasi una intera stagione questo meraviglioso spettacolo, un argomento dalla struttura apparentemente pesante, comunque gradevole, accattivante,e sostanzialmente divertente ed appassionante fino alla fine. Applausi a non finire, anche a scena aperta. Lo spettacolo resterà in scena fino al 24 maggio salvo prevedibili ed auspicabili proroghe.

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