Bruno Santori Jazz&Remo

“Jazz&Remo” l’album jazz del Maestro Bruno Santori, uscito lo scorso aprile, in qualche modo è solo lo spunto per conoscerlo meglio ed affrontare con lui in modo un po’ diverso il “senso” della musica, per conoscere il pensiero e la profondità dell’uomo-musicista. La passione per il Jazz ha radici profonde per il Maestro Bruno Santori, nata quando a soli 15 anni tornando da scuola si fermava nei club milanesi a suonare con le band, in particolare al “Copolinea” a Milano. Un percorso musicale fatto soprattuto di musica classica e pop, e da ora anche jazz. “Jazz&Remo”, il nuovo album, è un regalo che Bruno Santori fa a se stesso e alle canzoni sanremesi entrate nella storia della musica: “Ho provato a dare un’estetica jazz senza cambiarne la melodia, in modo che potessero rimanere riconoscibili…E’ il mio contributo per rendere le canzoni, già diventate dei classici,  per allungarne la vita e, possibilmente, farle ascoltare anche all’estero. Togliendo alle canzoni le sonorità dell’epoca le ho rese attuali, in qualche modo eterne…”. Tra le canzoni della raccolta “Jazz&Remo”, una in particolare stupisce per la sonorità, inaspettatamente adatta all’arrangiamento jazz del Maestro, “Adesso tu”, che “in questa versione sembra essere già scritta con un’estetica jazz. Il Festival di Sanremo non è solo canzoni ma un patrimonio culturale italiano”, ci ha spiegato Sanori.  “JAZZ&REMO IL FESTIVAL”, sarà inoltre presetato nel corso del Kaz Jazz Fest 2017 che si terrà tra il 7 e il 17 settembre a Bodrum (Turchia) e il 14 ottobre durante il Candle Festival di Birgu a Malta.

Come mai presenterà l’album in Turchia? C’è un po’ di paura nell’andare in questi Paesi? 

Lo scorso marzo sono stato nominato Ambasciatore del Turismo a Malta, lì ho incontrato tante persone che mi hanno chiesto di portare la mia musica nel Medidettaneo…Mi piacerebbe portare avanti un progetto di scambi culturali che aiuti all’integrazione. La paura c’è sempre, ma non non solo per quello che accade in Medio Oriente. Attraverso la cultura si può fare ancora molto. L’integrazione dovrebbe passare anche dal rappresentare la musica di chi arriva nel nostro Paese, contaminandoci a vicenda. La parola da sola non basta, a volte può essere fonte di fraintendimenti, mentre l’Arte e la conoscenza unisce profondamente il nostro cuore.

La musica è il filo conduttore che può unire i popoli, come accade nell’orchestra, siamo tutti collegati…

Esattamente. L’obiettivo è proprio quello di far passare attravverso la musica il messaggio di “apparteneza universale”, di raggiungere la pace. La musica è qualcosa di ancestrale, non ci spieghiamo da dove arrivi l’esigenza di fare musica… L’intero universo è un’energia e un insieme di vibrazioni: ricercando la musica ricerchiamo noi stessi. La musica è qualcosa di più profondo quindi , per me, è la materializzazione della vibrazione dell’Universo. Spesso mi sono chiesto da dove nasca l’esigenza di fare musica, la musica è in grado di emozionarci. Credo che sia come un dialogo in una lingua che non è necessario conoscere…

Chi decide di fare musica lo fa per passione…

Certo, non si decide di essere musicisti per raggiungere la fama, o il denaro. Se accade meglio, ma non bisogna mai dimenticare il motivo per cui si fa Musica…

Tornando a parlare di Sanremo, tra gli altri incarichi prestigiosi, Lei è stato Direttore Musicale della 59° edizione del Festival di Sanremo, con Paolo Bonolis. Se Paolo Bonolis fosse il prossimo conduttore di Sanremo, tornerebbe a lavorare con lui?

Sì, nel 2009 Bonolis mi chiamò perchè, immagino, avesse l’idea di dare un’impronta classica al Festival. Sapendo che sono un appassionato di contaminazioni, di crossover tra generi musicali, ha pensato che fossi la persona giusta. Mi ha dato la possibilità di fare delle cose molto belle, di realizare delle grandi aperture passando dal Requiem di Mozart a Another Brick in The wall; dalle Arie d’Opera a We Are The Champions…insomma mi ha dato la possibilità di spaziare. Se dovesse richiamarmi ne sarei felice, ma non è detto che ciò avvenga…

Lei è anche Direttore Musicale di Radio Italia…

Sì, e quest’anno Radio Italia festeggia i 35 anni dalla nascita raddoppiando gli eventi , uno a Milano e un altro a Palermo, stiamo già lavorando a questi grandi eventi. Ci sono molti artisti e anche grandi artisti. 

Deve essere difficle anche mettere insieme tanti artisti, anche diversi tra loro…

Sinceramente sì, è difficile. Ogni artista rappresenta se stesso, ha delle esigenze particolari. Bisogna provare ad essere all’altezza delle varie esigenze, mettendosi al loro servizio. C’è un po’ meno arte ma più professionalità togliendosi i propri vestiti artistici e adattarsi ai loro.

 

 

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