Un evento unico fra cinema e musica: la Divina liturgia di San Giovanni Crisostomo di Sergej Rachmaninov accompagna dal vivo diciotto sequenze realizzate da maestri del cinema russo e sovietico.

La sesta edizione di Cinema al MAXXI, manifestazione che porta la settima arte in uno dei più importanti luoghi dedicati alle espressioni del contemporaneo, si svolge dal 20 gennaio al 14 aprile 2018 nell’ambito di CityFest, il programma di eventi culturali della Fondazione Cinema per Roma presieduta da Piera Detassis, ed è prodotta con il MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo, presieduto da Giovanna Melandri, e Alice nella città, diretta da Fabia Bettini e Gianluca Giannelli. Il programma di Cinema al MAXXI è a cura di Mario Sesti con il coordinamento di Alessandra Fontemaggi.

Due documentari affrontano vita, opere e pensiero del regista Marco Ferreri e dello scrittore Francesco Jovine

Uno straordinario appuntamento fra cinema e musica ha inaugurato l’ultimo weekend con Cinema al MAXXI, la rassegna cinematografica che si svolgerà fino al prossimo 14 aprile organizzata da Fondazione Cinema per Roma|CityFest, MAXXI e Alice nella città. Sabato 7 aprile alle ore 21 presso l’Auditorium del MAXXI (via Guido Reni 4a, Roma), la Società Corale Pisana, diretta dal maestro Giampaolo Mazzoli, ha eseguito la Divina liturgia di San Giovanni Crisostomo di Sergej Rachmaninov – considerata la polifonia più importante della tradizione musicale russa – accompagnando dal vivo celebri sequenze di cinema russo e sovietico. La selezione, realizzata da Mario Sesti, curatore di Cinema al MAXXI, insieme a Giampaolo Mazzoli, è pensata per far da contrappunto a ciascuno dei diciotto brani di cui si compone l’esecuzione. Le scene sono tratte da film di registi che hanno fatto la storia della settima arte a livello globale: si va da un uno dei maggiori artisti prerivoluzionari come Yakov Protazanov al più grande autore russo contemporaneo Aleksandr Sokurov, passando attraverso le opere di grandi sperimentatori e maestri come Aleksandr Dovženko, Sergej Ejzenstejn, Andrej Tarkovskij, Elem Klimov, Andrej Končalowskij, Pavel Longuine, Nikita Mikhalkov, Artavazd Pelešjan, Vsevolod Pudovkin per arrivare a Larisa Šepit’ko, grande regista poco nota al grande pubblico, scomparsa a causa di un incidente nel 1979. Così come la corale ortodossa ha mantenuto la struttura originaria del canto gregoriano con il verso intonato dal diacono cui segue la risposta del coro, anche la ricerca delle immagini si è articolata su un binomio che appartiene profondamente alla letteratura, alla memoria e alla spiritualità russa: la coppia “terra-guerra”, che porta sul grande schermo un immaginario panteistico travolto dalla violenza bellica e del potere, una natura immensa e incantevole spesso devastata dalla sopraffazione, dal fuoco e dal tumulto.

Domenica 8 aprile invece l’anteprima del documentarioC’era una volta la terra di Ilaria Jovine e Roberto Mariotti. A quasi settant’anni dalla morte dello scrittore e cronista Francesco Jovine, che ha raccontato la vita contadina con lo scrupolo dell’antropologo e l’empatia del poeta, il film rievoca il suo sguardo mappando campi e forre, valli e dirupi, pianure e colline, coltivazioni e pascoli del Molise: la civiltà più antica del mondo, quella rurale, in un canto pastorale, dal dettaglio digitale, che include i nuovi volti dei migranti.

A seguire, alle ore 18, è stato proiettato La lucida follia di Marco Ferreri, un documentario firmato da Selma Dell’Olio e presentato alla scorsa Mostra del Cinema di Venezia. Le figure di Marcello Mastroianni, Ugo Tognazzi, Philippe Noiret, Michel Piccoli, assieme a materiali di repertorio, backstage dei film e numerose testimonianze (Roberto Benigni, Hanna Schygulla, Isabelle Huppert, Dante Ferretti, tra gli altri) costruiscono il formidabile racconto di un regista come Marco Ferreri, unico nello scrutare la contemporaneità e nell’uso affabulatorio e profetico del cinema.

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