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MAKE FASHION, NOT WAR.

La moda contro la guerra in Ucraina

..Ci sono cose da non fare mai,

né di giorno, né di notte,

né per mare, né per terra:

per esempio, la guerra..

La settimana della moda milanese per la presentazione delle collezioni donna autunno-inverno 2022/2023, che si è da poco conclusa, è stata contrassegnata da una forte angoscia e preoccupazione per l’invasione russa in Ucraina.

Anche se le sfilate sono proseguite come di consueto, la città e il mondo del fashion non è rimasto di certo indifferente ma hanno pronunciato ed urlato il loro NO alla guerra ed espresso solidarietà nei confronti della popolazione ucraina.

Stilisti, dirigenti, ma anche modelle e influencer manifestano il loro sostegno nei confronti del Paese invaso dalla Russia.

Messaggi di pace e condanna al conflitto sono spuntati fuori e dentro le sfilate, a partire dai grandi nomi del fashion system quali un Giorgio Armani che per la sua sfilata ha scelto il silenzio come forma di rispetto per le vittime del conflitto. “La mia decisione di non usare nessun tipo di musica è presa in segno di rispetto per tutte le persone coinvolte nella tragedia in corso in Ucraina”, o la giovane fashion designer Francesca Liberatore la quale al termine della sfilata per il lancio della sua collezione, tenutasi presso l’ex chiesa di San Carpoforo a Brera, ha voluto accanto a sé le modelle russe e ucraine in segno di fratellanza e invitato tutti, dopo un caloroso applauso e simbolico abbraccio, a osservare un minuto di silenzio. Vederle lì, insieme e vicinissime, a tenersi per mano, ha suscitato grande commozione. Un’immagine simbolica ma di grande impatto.

Hanno urlato il loro NO al confitto eventi quali Fashion Vibes Milano di Yulia Palchykova che nella sua decima edizione ha presentato la collezione Kidwear di By Vel e le collezioni di Saleh Zini, Wanda Lephoto, Minina nell’ambito della Settimana della Moda a Milano nello splendido Salone degli Affreschi della Società Umanitaria, presentando al pubblico europeo la next generation italiana e particolarmente quella russa, ucraina, croata, georgiana costituita dai designer emergenti. Quella che Fashion Vibes  ha fatto sfilare alla Società Umanitaria è una poesia dolorosa, la presa di coscienza di una crisi umanitaria così vicina da permetterci di sentire l’eco della guerra.

Otto bimbi arrivati dall’Ucraina aprono la sfilata per la collezione Kidwear del brand ucraino By Vel con la bandiera dell’Ucraina dipinta sulle guance.

Non c’è stata spettacolarizzazione nella sfilata dei brand tra cui anche alcuni designer Ucraini, ma solo forte rispetto.

I messaggi di pace e speranza hanno poi riempito i profili social del grande settore della moda da Elisabetta Franchi “Lo show va avanti ma parte del mio cuore va a questa grande tragedia. Ho sempre sperato che, in questo mondo, tutto questo non potesse più accadere”. Poco dopo ha pubblicato una foto del backstage della sua sfilata: “ci sono donne da tutto il mondo, tutte insieme senza confini. Questo è il mondo che voglio. No alla guerra”, ad Alessandro Michele, direttore creativo di Gucci, che ha scelto Instagram per il suo messaggio di pace. Messaggio che coincide con la traduzione in inglese di Promemoria, poesia di Gianni Rodari. “Ci sono cose da non fare mai/ né di giorno, né di notte/ né per mare, né per terra:/ per esempio, la guerra”. Per accompagnare queste parole, Michele ha scelto un’immagine risalente agli anni ’70 “make love not war”.

Messaggi importanti quelli del fashion system, perché anche nella bellezza di questi momenti, nell’importanza della moda nel mondo, bisogna volgere lo sguardo e tenere in mente, che la guerra distrugge città e vite, ma noi dobbiamo trovare il coraggio di urlare la libertà e la pace.

 

Serena D’Angelo.