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Parole tra  realtà e fantasia : un racconto. Ci vuole coraggio per cambiare

La bambola viaggiatrice Kafca
Parole tra  realtà e fantasia : un racconto
di Julie Hegel
“Ci vuole molto coraggio per cambiare ciò che non va nella nostra vita. Ci vuole una terapia dell’anima ed allora serve inventarsi fiabe che cerchino le risposte che ci servono” ho trovato questa frase tra i miei innumerevoli appunti, non so se é stata scritta da me o da qualcuno il cui nome non ricordo, ma di certo c’è che condivido questo pensiero.
Ecco allora che mi accingo a scrivere questa breve magari sciocca storia.
Conobbi Garcia quando ero bambina forse avevo 10 anni , veniva dalla Colombia, era fuggito dalla sua terra insieme con la famiglia a causa della guerriglia che devastava le campagne e terrorizzava gli abitanti.
Anche se ero una bimbetta di lui mi colpirono due cose, la voce e la parlata : la voce, morbida con quel timbro che catturava  l’attenzione e ascoltandolo si  andava oltre il semplice livello uditivo, mi sentivo sempre coinvolta  a livello “psicologico, emotivo e affettivo”.
Poi la parlata, mescolava  parole di varie lingue come fosse una unica lingua, allora non lo sapevo ma oggi posso dire che era affascinante . All’epoca lui doveva avere intorno ai 17 anni ma, a me bambina, sembrava gia’ un uomo adulto.A quei tempi  noi vivevano in campagna in una grande casa ,se ci ripenso mi pare ancora di sentire il profumo dei glicini che in estate si  mescolava con quello degli agrumi e in autunno con quello del mosto.
Garcia e la sua famiglia vivevano nella casa colonica che apparteneva alla proprieta’ del nonno e il papà e la mamma aiutavano in campagna, erano sempre allegri e la mamma preparava per tutti specialità della sua terra, lui studiava. La sera poi suonava il violino, intorno a lui si radunava una folla tra contadini e proprietari. Con il tempo Garcia ed io diventammo grandi amici.
Non mi stancavo mai di ascoltatore le storie a volte strane e a volte misteriose che lui sapeva raccontare .Poi si sa, la vita ci cambia a volte ci porta altrove , verso nuovi mondi e di certo non ci risparmia dispiaceri. Non starò a raccontare la storia della mia vita , dirò solo che avevo perso la voglia di vivere, avevo anche avuto una perdita di memoria, per fortuna poi tutto rientrato, ma é solo per spiegare quanto grande fosse stato il dolore. Tornai a casa, in campagna, avevo bisogno di staccare la spina, allontanarmi dal lavoro e dalla mia vita convulsa. Garcia era lì ,un po’ cambiato, aveva avuto  grande successo come violinista ma era rimasto sempre quel grande narratore di storie che avevo conosciuto.
La nostra amicizia  era rimasta intatta nonostante il tempo. Una sera, ero particolarmente depressa, andammo a sederci vicino alla scuderia, per qualcuno l’odore dei cavalli é sgradevole ma per noi era il profumo più intenso e bello del mondo e immersi in quel profumo, mi prese la mano e cominciò a raccontare una storia:

“Un anno prima della sua morte, Franz Kafka visse un’esperienza insolita. Passeggiando per il parco Steglitz a Berlino incontrò una bambina, Elsi, che piangeva sconsolata: aveva perduto la sua bambola preferita, Brigida. Kafka si offrì di aiutarla a cercarla e le diede appuntamento per il giorno seguente nello stesso posto.
Incapace di trovare la bambola scrisse una lettera – da parte della bambola – e la portò con se quando si rincontrarono. “Per favore non piangere, sono partita in viaggio per vedere il mondo, ti riscriverò raccontandoti le mie avventure…”, così cominciava la lettera.
Quando lui e la bambina si incontrarono egli le lesse questa lettera attentamente descrittiva di avventure immaginarie della bambola amata. La bimba ne fu consolata e quando i loro incontri arrivarono alla fine Kafka le regalò una bambola. Era ovviamente diversa dalla bambola perduta, e in un biglietto accluso spiegò: “i miei viaggi mi hanno cambiata”.
Molti anni più avanti la ragazza cresciuta trovò un biglietto nascosto dentro la sua bambola ricevuta in dono. Riassumendolo diceva: ogni cosa che tu ami è molto probabile che tu la perderai, però alla fine l’amore muterà in una forma diversa“.*

Beh, una storia che a me ha cambiato la vita e forse potrebbe anche cambiarla a chi avrà voglia di leggerla.

*Tratto da “Kafka e la bambola viaggiatrice” di Jordi Sierra i Fabra