Quarto Grado: quattro anni dopo, la morte di Marco Vannni è ancora un mistero.

Il  nuovo appuntamento con “Quarto Grado” , di oggi 17 maggio, ha un significato particolare non solo per la famiglia di Marco Vannini, ma per l’Italia intera che da quattro anni attende verità e giustizia. Era il 17 maggio 2015, una sera come altre, quella in cui Marco perse la vita. A distanza di quattro anni e due gradi di giudizio non è ancora chiara la dinamica dei fatti: chi ha sparato il colpo che ferì Marco? Perchè i sccorsi furono chiamati dopo ore? Il destino di un giovane è stato segnato non sol dall’arma che ha sparato ma anche e soprattutto da chi non lo ha soccorso tempestivamente. Almeno questo si può affermare con certezza, sui quanto rilevato dalle indagini, il proiettile non sarebbe stato fatale per Marco se fosse stato soccorso in tempo. Da qui il dolore della famiglia e della comunità di Cerveteri che oggi ha espresso la sua vicinanza a mamma Marina e papà Valerio, con un grande striscione sul palazzo del Comune: “Giustizia per Marco”.

Quarto Grado approfondisce il caso della morte di Marco Vannini, il ragazzo di Ladispoli ucciso con un colpo di pistola il 18 maggio 2015, mentre era a casa della sua ragazza Martina Ciontoli.

Il mistero si infittisce dopo le dichiarazioni di Davide Vannicola, amico di Roberto Izzo, l’ex Comandante dei carabinieri di Ladispoli, che avrebbe rivelato a Vannicola che a sparare sarebbe stato il figlio di Antonio Ciontoli, Federico.

Per l’omicidio, i giudici della Corte d’Assise di Roma hanno condannato Ciontoli-padre a cinque anni di reclusione; tre sono stati invece confermati per i due figli e per la moglie.

Ma restano alcuni dubbi. Innanzitutto, il giallo della katana: Vannicola afferma di aver confezionato una katana con un fodero per ospitare una pistola, commissionata da Izzo ad Antonio Ciontoli. L’esistenza di questa Katana è comunque da confermare.

Ci sarebbero anche alcune testimonianze dei vicini di casa dei Ciontoli, che nei giorni successivi al delitto avrebbero sentito strani rumori, come se fosse in corso una ristrutturazione della casa… quasi a voler modificare il luogo dello sparo.

Tra gli approfondimenti anche la strage di Erba: Dopo le parole di Rosa e Olindo, che dal carcere si professano innocenti, l’approfondimento a cura di Siria Magri torna sulla strage di Erba.

Due i punti non chiari: il primo riguarda la testimonianza di Mario Frigerio, il marito di Valeria Cherubini, aggredito alla gola la sera della strage. La prima volta che Frigerio parla dell’aggressione, dopo essersi risvegliato in ospedale, è il 15 dicembre 2006. Un ricordo che potrebbe essere stato in qualche modo condizionato dai carabinieri?

Il secondo riguarda Olindo, che descrive in modo dettagliato l’aggressione a Valeria Cherubini, salvo poi ritrattare.

Per le segnalazioni da parte dei telespettatori, sono sempre attivi il centralone e l’account di Facebook Messenger del programma.

Inoltre, prosegue la campagna di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne, fil rouge di questa edizione: gli spettatori possono inviare un selfie con l’emblematica “scarpa rossa” sugli account social di “Quarto Grado”.o Grado

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