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Alla ricerca della “Zustissia” perduta

Alla ricerca della “Zustissia” perduta

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Ci sono voluti 33 anni. Come quelli di Gesù – verrebbe da scrivere – per ottenere finalmente giustizia.

La storia del apstore sardo Beniamino Zuncheddu, condannato all’ergastolo per un triplice omicidio avvenuto nel 1991 a Sinnai è diventata un film denuncia “Zustissia”, opera prima del regista Francesco Piras che uscirà nelle sale il 15 ottobre.

Un errore giudiziario senza precedenti nel panorama italiano. La sua innocenza è stata riconosciuta con una sentenza di assoluzione solo nel 2024 grazie all’impegno di un giovane avvocato, Mauro Trogu, che con una battaglia legale di sette anni, è arrivato ad avere la revisione del processo.

Il film si ispira al libro che lo stesso avvocato ha scritto con Zuncheddu “Io sono innocente” (De Agostini Libri) e che vede calarsi nei panni del pastore uno straordinario Fabrizio Ferracane, mentre l’avvocato ha il volto di Michele Riondino, in un cast che comprende anche Geppi Cucciari, Paola Giannini, Jacopo Cullin, Francesco Colella e Philippine Leroy-Beaulieu.

Presentato in anteprima al cinema Barberini di Roma, il film è un vero pugno nello stomaco e racconta una serie di negligenze, sia nelle indagini che nei processi, che di fatto hanno costretto al carcere un innocente.

“Nessuno mi ha chiesto scusa” – ha detto il sessantaduenne Zuncheddu (ne aveva ventisette quando è stato arrestato) durante l’incontro con i giornalisti – “Mi sto riprendendo bene, non è più come agli inizi, che sembravo un cadavere ambulante. Durante la detenzione mi sono aggrappato un po’ alla fede, un po’ alla speranza, pensavo molto alla famiglia e al paese che hanno creduto in me. Mi dicevo “un giorno o l’altro uscirò da questo posto”.

Certo, nelle quasi due ore di film, la sensazione di impotenza è enorme, così come l’orgoglio di Zuncheddu che da innocente affronta il carcere vedendo “uscire tutti” e non riconoscendo, alla fine, più nemmeno se’ stesso.

È un film d’inchiesta, raccontato senza fronzoli, che va alla ricerca della “sa zustissia”, dell’amore per la verità, e dell’amore per quei luoghi dove puoi essere pastore o “servo pastore”, da cui Beniamino è stato tenuto lontano tutta una vita e dove ora, finalmente, è tornato.