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“La ragazza con il braccialetto”, dal 19 agosto al cinema

La ragazza con il braccialetto

 

Fresco del Premio Cèsar per la migliore sceneggiatura non originale al Festival di Locarno, il nuovo film di Stephane Demoustire, si propone di raccontare una vicenda drammatica e ricca di contenuti.

Un omicidio, lo sappiamo tutti, è un fatto che colpisce e scuote l’interesse di parecchia gente che inizia a parlarne e ipotizzare una versione dei fatti personale. Ed ecco che l’informazione si trasforma in un racconto del giallo di cui tutti siamo ansiosi di conoscere il finale. Tuttavia, ci dimentichiamo che dietro alla curiosità, c’è qualcosa di più profondo come persone desiderose di giustizia, un pubblico ministero che ha il dovere di indagare e il dolore di chi deve sopportare un processo come Lise. Nel film La ragazza con il braccialetto, il ruolo della protagonista è interpretato da Melissa Guers, una bravissima attrice che all’età di 16 anni, ha già dimostrato di essere una valida promessa del grande schermo.

Durante le vacanze estive al mare, la tranquillità della giornata viene improvvisamente interrotta a causa della polizia, giunta sulla spiaggia per arrestare la ragazza con l’accusa di omicidio. È l’inizio di un incubo che durerà due anni. Al termine della detenzione, Lise si ritroverà agli arresti in casa dei genitori con un braccialetto elettronico alla caviglia.

Epicentro della narrazione è il lungo processo in cui la vicenda verrà riproposta uno svariato numero di volte. Nell’aula del tribunale vengono esaminate delle prove ed ogni dettaglio diventa elemento essenziale per porsi altre domande. Ad essere sotto giudizio non è soltanto Lise ma anche un’intera corte, il ruolo di un avvocato che interviene allo scopo di salvaguardare la situazione e la rabbia di chi desidera non lasciare invendicato il delitto. Ma più di ogni altra cosa, regna sovrano il contrasto tra finzione e realtà. La ricostruzione dei fatti si rivela un’occasione per approfondire alcune informazioni sulla vita privata di Lise. I suoi genitori, interpretati da Roschdy Zem e una bravissima Chiara Mastroianni, si ritrovano a interrogarsi seriamente su quanto conoscano sinceramente la loro figlia.

“In un caso giudiziario tutto viene esasperato e il processo funge da specchio delle relazioni intergenerazionali”. Con queste parole Stephane Demoustre, intende sottolineare anche la crisi evidente di una nobile realtà come la famiglia. “I ragazzi di oggi”, continua il regista “Sono esseri autonomi che ci sfuggono sempre più… … Non volevo ricadere nella descrizione documentaristica ma era importante per me che fosse credibile… … Lise non si conforma mai a un atteggiamento di un’accusata. Questo può essere dovuto alla sua personalità ma anche a una forma di protezione, un’espressione di vulnerabilità”.

Guardando La ragazza con il braccialetto, è ovvio che il pensiero dello spettatore andrà automaticamente alle numerose vicende che per tanti anni, hanno occupato le pagine di riviste e giornali. Tra queste citiamo il Delitto Cogne, che ha visto imputata Anna Maria Franzoni, o il caso Meredith che proprio in questi giorni ha acceso nuove polemiche viste le frasi offensive di Amanda Knox nei confronti dell’Italia. Come per questi casi, anche in un processo, le immagini e i dialoghi de La ragazza con il braccialetto, in sala dal 19 agosto, lasciano spazio a qualsiasi interpretazione. Vi consiglio di non perderlo.

Eugenio Bonardi