Matt with drone

Matt with drone

Cari lettori, questa intervista potrete leggerla in una doppia versione, all’inizio la traduzione in italiano, a seguire la versione originale in inglese dell’intervista a Matt Pearson, regista australiano-americano.
Dear readers, this interview you can read it in two versions, first the Italian translation, to follow the original English version of the interview to Matt Pearson.

Ciao Matt, piacere di conoscerti, come stai?
Sono entusiasta, piacere mio di conoscere te, grazie per avermi chiamato.

Da quanto tempo vivi negli Stati Uniti e perché hai lasciato il tuo paese?
Ho vissuto negli Stati Uniti per 3 mesi all’inizio di quest’anno (2015) per iniziare a mettere giù una base intanto. Adesso sono di nuovo in Nuova Zelanda e Australia e starò qui per un po’. Sto pensando di tornare a Los Angeles entro un paio di settimane. Fin da quando ero un ragazzino ho amato la California e da sempre sapevo che avrei vissuto e lavorato lì.

Le nostre “fonti” di Hollywood ci dicono che sei un giovane regista, ma di grande talento e di successo garantito (incrociamo le dita!). Perché, secondo te, la gente pensa questo di te? Che cosa hai fatto che ha suscitato questo interesse per il tuo lavoro?
Ah, bene!, se il mio successo è garantito vado subito a comprare da bere per tutti per brindare! hahah … E’ una vita incredibile quella che faccio, quella di seguire i miei sogni, agire e lavorare quotidianamente per farli diventare realtà. Penso che solo facendo in questo modo puoi raggiungere e puoi percepire una certa sensazione di successo. Nel tempo mi sono reso conto che la parte migliore del mio lavoro è di viaggiare con altre persone e lavorare insieme a loro in modo creativo e con passione, in questo modo qualsiasi successo è frutto del lavoro di tutti, di tutte quelle persone che hanno lavorato con me.

Come è iniziata la tua carriera? Quali difficoltà hai trovato?
La mia carriera è iniziata quando avevo 19 anni, avevo appena acquisito il Diploma di Ingegneria Meccanica, due anni di corso. Ma il mio cuore mi urlava di seguire i miei sogni di Hollywood, di fare dei film. Il mio cuore non mi stava sussurrando, mi stava urlando di andare ad Hollywood per seguire i miei sogni! Ho avuto una visione dentro di me, ho visto il mio futuro se avessi completato i miei studi di ingegneria: avrei fatto un sacco di soldi, avrei comprato una grande casa con 2 auto parcheggiate nel vialetto, una vita sicura insomma. Ma mi chiedevo sempre come sarebbe stata la mia vita se invece avessi seguito quello che volevo fare davvero e che ho voglia di fare nella mia vita. Vengo da una piccola città della Nuova Zelanda e ho parlato di questi miei sogni con alcuni dei miei amici. Mi ricorderò sempre la risposta che uno di loro mi ha dato con sufficienza: “Sì, come no!”, mi ha detto così, come se fosse la cosa più folle che avesse mai sentito dire.
Sono andato via e ho solo pensato a quello che mi diceva la mia voce interiore: “La gente fa i film e io sono una di quelle persone, quindi anche io posso fare film”. Oggi sono molto contento della scelta che ho fatto. Ho sempre avuto una voce interiore molto forte che ha prevalso “sul futuro sicuro” in Nuova Zelanda, e che ha prevalso sulle opinioni delle persone e sui consigli dei miei amici. Allora ho preso un volo per andare a Sydney (Australia), avevo solo una valigia piena di vestiti e 200 dollari, e ho iniziato a lavorare per guadagnare durante la settimana e realizzare i miei cortometraggi nei fine settimana.

Come è nata la passione per il cinema?
Direi che sono nato con la passione per il cinema. Certo non posso ricordare quando tutto ciò è accaduto, quando ho iniziato ad amare la magia del cinema e l’emozione dello spettacolo.

Matt, hai mai pensato di lasciare tutto? Hai mai pensato di mollare?
Ci ho pensato molto spesso. La verità è che non so come andare sempre più in alto nella mia carriera! Questo è qualcosa che non ho mai imparato, sin da bambino, e tale è rimasta adesso che sono un adulto! Ma sarei più felice se morissi provando a realizzarli, piuttosto che vivere rinunciando ai miei sogni.

Che cosa ti hanno detto i tuoi genitori quando hai comunicato loro che volevi fare questo lavoro: duro, difficile e pieno di insidie?
Hanno pensato che volessi realizzare film solo per hobby, non hanno capito che volevo farlo per davvero e come professione fin quando non ho fatto il mio primo film d’azione, il mio primo lungometraggio, e siamo stati scelti per la distribuzione del film. Capisco perfettamente le loro paure, così come in effetti ce l’hanno. La gente pensa sempre che la cosa migliore è “andare sul sicuro”. Io preferisco morire in un tripudio di gloria piuttosto che invecchiare senza aver mai veramente vissuto la vita che sogno.

Da quando hai iniziato questo lavoro, qual è la cosa migliore che ti piace ricordare? E la cosa peggiore?
E’ difficile scegliere un solo episodio perché ho avuto tante esperienze incredibili. Finire il mio primo cortometraggio per me rimarrà sempre un episodio fantastico da ricordare. Mettiamo che un produttore di film della Nuova Zelanda è andato a Sydney (Australia) dove non vendono pistole giocattolo di plastica BB perché sono illegali. In quel caso un regista avrebbe potuto chiamare sua sorella in Nuova Zelanda, dove invece sono legali. La sorella sarebbe potuta andare in un negozio sportivo del posto e comprare facilmente le due pistole giocattolo di plastica nera. Avrebbe, poi, potuto smontarle e inviarle pezzo per pezzo per posta al fratello. A quel punto il regista avrebbe potuto rimontarle a Sydney e utilizzarle nel suo film. Certo, sarebbe potuto accadere che le riprese sarebbero state girate sul tetto di un appartamento fuori dal set, e che uno sconosciuto dalla lavanderia di fronte, dove era andato per lavare i suoi panni, avrebbe potuto vedere tutto e avrebbe potuto chiamare la polizia. La polizia sarebbe potuta intervenire immediatamente, ma non sapendo che c’erano due pistole di plastica, ne avrebbero potuto confiscare solo una e il registra avrebbe potuto tenere l’altra nel sacchetto e tirarla fuori per finire il film, una volta che la polizia avesse lasciato il set di riprese. Solo in quel caso il regista avrebbe potuto infrangere le regole per finire il suo film … questa potrebbe essere, e ripeto potrebbe essere, una bella e divertente storia che mi è accaduta!

Nel complesso, la cosa che ho sempre amato di più nel fare i miei film, è quando ho potuto lavorare con persone con le quali ho trovato una grande intesa, e la sensazione di soddisfazione incredibile provata quando ho finito il film. Tutto quello che accade è letteralmente un’emozione magica.

Sei mai dovuto scendere a compromessi, pur di andare avanti nel tuo lavoro? In Italia spesso e purtroppo questo è un “must”. Qual è stata la tua esperienza in tal senso?
Ho certamente fatto un sacco di sacrifici! Sono sempre stato richiamato da luci lontane, così ho viaggiato lontano da amici e da familiari per soddisfare la mia vocazione di fare film, per soddisfare il sogno della mia vita. Mi capita, quando torno a casa, di andarli a trovare e di stare con loro, ma trascorro la maggior parte del mio tempo in giro per il mondo e vivo la mia vita in continuo movimento in luoghi sempre diversi per imparare il più possibile sulla vita e sulla mia professione, mentre penso di stabilirmi in California per fare il mio lavoro.

Quando eri un bambino, quali sono stati i tuoi miti nel mondo del cinema? Chi sono stati i tuoi maestri? Chi ti ispira come regista di provata esperienza e di grande successo?
Quando ero un bambino ero pieno di stupore e meraviglia, in realtà lo sono ancora oggi da adulto! Il cinema oggi mi ha certamente catturato con le nuove tecnologie e i viaggi virtuali nello spazio. La convinzione che nel cinema tutto è possibile è una cosa in perfetta sintonia con me. Ero enormemente ispirato da chiunque cercasse di esprimere la migliore versione di se stesso come autore e regista. Nel cinema, il mio regista preferito di tutti i tempi, è James Cameron. Ho completamente perso il conto di quante volte ho visto Aliens (1986), Terminator 2 (1991) e TrueLies (1994)! ORO colato!

Quali sono gli attori che vorresti in tutti i tuoi film? Ci sono registi che non possono fare a meno dei loro attori preferiti e li chiamano sempre. Hai degli attori o delle attrici che desideri avere sempre nei tuoi film?
In realtà lo faccio! Una persona incredibile e l’attore Jason Lewis Energy. E’ nato alle Hawaii e cresciuto in Svezia. Ci siamo conosciuti anni fa a Wellington e ci siamo piaciuti subito. Abbiamo finito per vivere insieme e fare un sacco di cortometraggi. Abbiamo riempito di locandine dei nostri film tutta la casa e di immagini di cibi sani i muri della cucina. Ho sempre avuto la mia telecamera posata e ben in vista su una mensola in modo che potessimo immediatamente e spontaneamente filmare tutto quello che di interessante accadeva. Non avevamo soldi, ma ci divertivamo molto. Jason mi chiamava all’una di notte quando il suo schifosissimo scooter si fermava tornando a casa dal lavoro di sicurezza che faceva. E così dovevo guidare per andare a prenderlo, per portarlo a casa e mostrargli le ultime modifiche e gli effetti speciali che avevo fatto sull’ultimo filmato che avevamo girato insieme, ed eravamo eccitati e felici come due bambini piccoli.
E’ grande lavorare con Jason, è bello lavorare con lui. Jason è entusiasta così come intelligente e di talento. Lui può indossare bene i panni di qualsiasi ruolo ed ha una grande presenza scenica. Jason può fare breakdance, arti marziali, acrobazie da stuntman tra cui voli incredibili, insomma è molto versatile. Abbiamo avuto innumerevoli avventure insieme e non vedo l’ora di vivere di nuovo e insieme nella stessa città.

La nostra è una rivista italiana letta principalmente da persone del mondo dello spettacolo e del cinema. Cosa ne pensi del cinema italiano degli ultimi cinque / sei anni? Conosci il cinema italiano di oggi?
Guardo molto i film di Hollywood, quindi non so molto del cinema italiano. Qualche anno fa stavo con una truccatrice belga e lei mi ha fatto vedere diversi film europei. Ho amato la crudezza e il dramma realistico di questi film, ma ho visto diversi film europei molto tristi. Penso che molte persone trovino più facile empatizzare con i film che rappresentano la “realtà”, che rispecchiano la società odierna. Ma a me piacerebbe molto di più essere ispirato e sentire che nel cinema tutto è possibile, non solo il realismo.

Matt, hai qualche attore o attrice italiana che desideri far lavorare con te in uno del tuoi prossimi film?
Certamente sì. Quando ero a Los Angeles, all’inizio di quest’anno, ho incontrato un’attrice straordinaria, Monica Vallero, e ho lavorato con lei su un cortometraggio che ho girato mentre ero lì. E’ stato bello lavorare con Monica e posso dire che lei potrebbe fare molto di più che il piccolo ruolo che ha fatto in questo breve cortometraggio. Così mi piacerebbe averla in qualcuno dei miei prossimi film e scoprirla in ruoli più importanti.

A cosa stai lavorando adesso? Quando potremo vedere il tuo prossimo film?
A breve finirò un cortometraggio, una commedia d’azione che ho girato a Los Angeles, il cui titolo è “The Negotiator”. Aspettiamo solo il montaggio della colonna sonora per finirlo ed essere completato. Sto lavorando ad un altro lungometraggio d’azione, che adesso stiamo sviluppando, dal titolo”Salvage”. Se tutto va bene, le riprese inizieranno all’inizio del 2016.

Matt, rispetto ai due film di cui ci hai parlato con tanto entusiasmo, quello che hai quasi finito, “The Negotiator”, e l’altro di cui inizierai le riprese nei primi mesi del 2016, “Salvage”, ci puoi dire qualcosa rispetto al cast e a quando i film usciranno nelle sale cinematografiche negli Stati Uniti e in Europa?
Il cast di “The Negotiator” è composto da attori che ho incontrato a Los Angeles appena arrivato: il cast sarà una sorpresa che scoprirete solo quando uscirà il cortometraggio. Con loro ho scritto la sceneggiatura e ho girato il film in giro con la gente del posto. Quando “The Negotiator” sarà finito di montare, sarà caricato sui social media come Facebook e YouTube. Al lungometraggio “Salvage” ci sto lavorando in questi mesi, adesso. E’ nelle prime fasi di sviluppo e non voglio dire altro: per adesso lasciamo che sia un mistero!

Come si fa a gestire la vita emotiva, l’amore, con il lavoro duro e intenso come quello che fai tu?
Io sono molto passionale, quindi sì, posso avere un amore intenso con un piacere intenso. Ci sono sicuramente momenti durante le riprese di un film che sono estremamente stressanti ed io mi stanco molto. Questo accade perché sono molto preoccupato e concentrato sul film che sto girando. Perché sia un buon film bisogna spingere e spingere, e anche quando sono esausto devo solo spingere sempre di più per fare del mio meglio. E’ una scelta, una mia scelta. Non c’è nessuno che mi punta la pistola alla testa e mi costringe a fare film. Io ho un ardente desiderio di fare film, devo gestire le difficoltà, basta pensare al fatto che ho ancora voglia di girare film anche quando farlo diventa molto duro. Poi, quando hai finito il film, ricevi una grande emozione e tutti i sacrifici e il duro lavoro che hai fatto vengono ripagati e capisci che ne è valsa la pena.

Ci piacerebbe vederti in uno del nostro Festival? Preferisci Roma o Venezia? E se sì, quando?
Wow, sarei onorato di presentare un mio film in un festival italiano. Non sono mai stato in nessun Festival europeo. E non potrei scegliere tra Roma e Venezia … in questo momento per decidere potrei solo lanciare in aria una monetina. Voglio però assolutamente venire presto in Italia! Ho sentito che l’Italia è bella e sorprendente! Guarderei tutto, e sarei il ragazzo che corre in giro con una telecamera entusiasta di fare un film!

Grazie per aver dedicato il tuo prezioso tempo alla nostra rivista, e buona fortuna per il tuo lavoro.
Wow, grazie per l’intervista e buona fortuna anche a voi per il vostro magazine!

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